E se…

Ivan Aivazovsky

Ivan Aivazovsky

E se fosse solo un pretesto quello di scrivere? E se quello che contasse davvero fosse quell’immagine che viene fuori carica di rabbia, di odore, di sangue, saliva, sperma, fango, sabbia, acqua. E se ogni singola parola avesse ferito a morte qualche meandro dell’anima e pra dentro c’è un angolo che sanguina e da quel sangue prendono vita mille pegaso che prendono il volo verso l’Olimpo. E se Medusa avesse saputo che il suo sangue avrebbe dato vita ad un gigante e ad un cavallo alato capace di scalare la casa degli Dei, si sarebbe data da sola una spuntatina alla testa? E se tu sapessi che le mie parole potrebbero essere mille ciclisti in fuga su una montagna sacra, milioni di skater bloccati in un salto spettacolare o un’onda che si racchiude su se stessa per catturare un surfista che fugge? E se io fossi mille corse a perdi fiato e se tu fossi solo un’altra tempesta di fulmini? E se io fossi pioggia che ti solca l’anima e i vetri della macchina? E se tu fossi il sospiro sotto le lenzuola fradicie di sudore e morsi sulla schiena e sulle natiche. E se io… e se io… Vorrei percorrere a nuoto le note di quelle canzoni che mi istigano il tormento rumoroso dei tasti. Correre tra vette di colline e di monti al centro dei miei pensieri fino a scriverti cento nuove poesie solo per vedere che effetto fanno messe dietro ai nostri corpi come scenografia. Con la gente intorno messa lì come stand-in, buoni solo per dirci se la luce è quella giusta e se l’inquadratura è quella che vogliamo. E se poi volessi prendermi per il culo da solo per certi post? Mhh. Sai, ogni tanto ho voglia di pensarti per metterti nero su bianco. Per vederti scorrere su un foglio. A volte sento la tua pelle nella ruvida consistenza della carta o sotto la quadrata resistenza dei tasti. È normale? Io dico di sì. Mi sento un po’ come Conrad. Guardare fuori dalla finestra è un lavoro che ci impegna. Non è facile, eh. Ti prego di considerarlo se eventualmente volessi fare reclamo. Penso che scriverti mentre le costellazioni compiono la loro danza eterna sia già abbastanza.

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