Piove, piove

pioggia

No ti prego, non fare battute del cazzo. Sulla pioggia, su luglio, su novembre. Non ho voglia di sentirle con le gocce che come lacrime sulla pelle vengono giù. Sai, il cielo del mio 29 luglio è rosso alle 23.50. Me lo chiedo spesso come fa ad essere rosso un cielo con le nuvole così cariche di pioggia. Sarà l’inquinamento, i lampioni… boh, non lo so. Comunque non riesce a trattenere l’acqua e la vomita giù con tanta veemenza che domani, penso, si sveglierà ancora non del tutto sobrio (30 luglio, confermato). Il cielo del mio 29 luglio viene giù che Dio la manda, come suol dirsi. E tra i bagliori dei lampi mi viene da chiedere cosa non ho capito di questo cielo, di questo luglio, di questa estate, di questo mondo del cazzo. Di me in una Roma che sembra più rinchiusa e malinconica di me. Con la differenza che le sue quattro mura sono più grandi e includono il Tevere invece delle mie bottiglie vuote, delle mie carte e dei miei libri. E piove, piove. Ancora una volta. Su di me, su di noi, su me e te che continuiamo a non parlarci per chissà quale motivo. E chissà perchè imperterriti continuiamo a non rivelarci, l’uno all’altra, come un fulmine nel cielo. La tempesta avrebbe un altro sapore e avrebbe qualcosa da bagnare invece che un accumulo di case vuote o piene di vite di cui, ora, non me ne importa. No, davvero, chi se ne frega. Anche se avvolgessero te e l’aria che ti sta intorno. Ognuno deve pensare alle proprie piogge, ai propri fiumi in piena. Io ho un percorso che ha solcato gli argini. Devo seguirlo in cerca dell’estuario dove trovare pace. E ripensandoci, questa pioggia su Roma è solo per me Non è per te e non è per voi. Ogni goccia ha il mio nome. E nel fragore che provocano nello strusciarsi contro le strade, come se copulassero senza pudore, sembra quasi che facciano il mio nome all’apice del coito. Non lo senti? Io sì. Il tempo di sorriderle, alla tempesta, che timida ha già deciso di smettere e di andarsi a nascondere dietro qualche altra nuvola. Se sentirai i suoi tuoni dille che sarò ad aspettarla al primo fulmine scaraventato tra cielo e terra.

Ps 30 luglio ore 09:57. Ancora tempeste. Forse è proprio innamorata, la pioggia.

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