Mondo e ostacoli

jacek yerka

E se non volessi cambiarlo il mondo? Se volessi farlo rimanere così? Anzi, forse forse spero che peggiori. Che vada sempre peggio. Perché? Perché non mi è mai piaciuto vincere facile. Non mi è mai piaciuto ricevere per posta il premio. Perché ammiro quegli atleti che si rompono il culo dalla mattina alla sera per una corsa ogni quattro anni e spesso sei soddisfatto di aver battuto il tuo tempo. E poi magari chi ha tagliato per primo il traguardo era dopato ma tu no, tu ti sei spaccato il culo per quattro anni. Hai sudato, hai pianto, hai sanguinato e alla fine hai migliorato il tuo tempo. Un minuto, dieci secondi, magari solo uno. A seconda della lunghezza della gara. Eppure ce l’hai fatta. Quel percorso, quei sacrifici sono serviti a renderti migliore di quello che eri prima. Il te del passato è dietro, ti può comodamente guardare il culo mentre gli sfreccia davanti. Così è il mondo. Siamo esseri che hanno l’innato e profondo dovere di migliorarsi, di andare avanti. Di scalare le montagne per vedere che c’è sulla vetta. Vetta che sai già essere deserta e con poco ossigeno, eppure la vuoi scalare contro i pareri negativi degli altri. Gli altri, però, non sapranno mai che vista c’è sulla vetta dell’Everest, del K2 o di uno degli ottomila. Non vi piace la montagna? Va bene, sappiate allora che molti secoli fa, degli uomini su zattere di fortuna hanno percorso distanze enormi nell’oceano. Più di quelle che dividono l’Europa dall’America. Ma non con le navi, non come Cristoforo Colombo o ancor prima i vichinghi. Con le zattere. Perché? Perché l’uomo non dovrebbe anzi non ha limiti. Il limite è l’orizzonte. Cazzo, lo voglio raggiungere. Sono trent’anni che cerco di prenderlo ma ancora non l’ho raggiunto…..vorrà dire che dovrò camminare ancora. E cammina l’uomo. L’infinito piccolo di cui parlano. Il paradosso di Achille e la Tartaruga. Achille quella cazzo di tartaruga non la raggiunge mai. Se voi vi mettete davanti un nuovo limite da superare siete infiniti, vi rendete conto? L’ostacolo vi rende giganteschi. Più grande è la montagna che avete superato è più grande siete voi. Più della montagna stessa perché voi ora siete dall’altra parte, avete percorso tutto l’oceano, avete corso più veloce degli altri. Nessuno è come voi. Non posso ottenere questo, quindi, se non ho l’ostacolo da superare. Quindi mondo, fatti avanti. Diventa sempre più cattivo. Diventa sempre più perfido nel pormi davanti i promontori, i mari, le isole e i continenti. Più saranno grandi più diventerò grande io. E sarò un giorno più grande di te. Sarò tanto grande che la gravità cambierà e sarai tu, anzi, il sole a girarmi intorno. No, non credere che io mi creda chissà chi. Io sono quello che ha pianto dentro una stanza vuota. Una stanza che sembrava una cella. Uno che si è visto piccolo piccolo sotto l’immensità di un cielo avverso. Ma una volta passata mi sono sentito più grande. Forse è questo quello che intende il destino o Dio La preparazione per essere pronti a qualcosa di più grande. L’allenamento. Come diavolo pensi di entrare in serie A se dopo un quarto d’ora sei spompato. Allenati. Corri. Fatti il culo. Quando reggerai il ritmo, quando i tuoi polmoni saranno dei motori di una cazzo di Lamborghini, allora sarai pronto. Quanto è più dura la strada tanto grande sarà il risultato, la tua forma fisica, il tuo fiato. Corri, cazzo.

Ps questo pezzo l’ho letto a “The Speakers“. Mi sa che non te ne ho parlato, blog. È una serata dove non solo mi esibisco ma faccio addirittura il presentatore. In poche parole faccio il coglione in pubblico. Mi diverto, però. I miei interventi consistono in un monologo divertente (o almeno spero che lo sia) e uno più riflessivo come conclusione della serata. Nell’ultimo appuntamento è toccato a questo pezzo. E niente, tutto qui. Ah, l’ho letto con questa canzoncina a caso qui sotto.

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