L’appartamento dove vive il mondo

tradimento

Eccomi, eccomi, eccomi. Approfittiamone ora che c’è un barlume d’ispirazione e di tempo. Che sarebbe come scoparsi l’amante nel frattempo che il marito è uscito per le sigarette. Aspetta, Dio santo e misericordioso, ci sarà un momento migliore, no?. “Sì ma tu non capisci. Il marito è sempre in casa. Non esce mai il bastardo e noi due ci amiamo. Ci amiamo. Ci desideriamo ardentemente. Il solo guardarci, il solo pensarci, addirittura, ci provoca scompensi ormonali. I pori delle nostre pelli urlano il nome dell’altro. Desiderano amalgamarsi in un abbraccio selvaggio che ci consumi, che lasci le bruciature e i segni dei morsi e dei baci. Anche solo un minuto. Con la sorte della falena che rischia di bruciarsi contro il lampione che ci pende come una spada di Damocle sul capo”…. Va beh, se è così scopate. Che ve devo dì? E a sto punto io scrivo. Il cornuto è fuori a cercare materiale per lastricare di catrame i polmoni e sua moglie innalza imperiali corna sul suo capo. In questa metafora del cavolo io sono l’amante e il marito è un mondo che ci tiene la donna infelice dentro quattro mura decrepite. Ma eccolo il vizio che ti fa uscire, figlio di puttana. E io entro nel tuo talamo e ci do dentro. Certo, ho paura che tu rientri. Cazzo, saresti arrabbiato. Ti vedo già con quella mazza da baseball pronto a fracassarmi il cranio. E io ci dò dentro ancora di più. La finestra è aperta e fa un cazzo di freddo ma io non mi stacco dalla tastiera che è, sempre nella metafora, come spingere più forte. Il rumore del letto contro il muro indigna i vicini, lì sento interrogarsi sconvolti al di là della parete. Sarebbe saggio finire subito ma è proprio in questi momenti in cui caccio quelle prestazioni da pornostar. E ci piace, le piace, mi piace. Il cornuto sta tornando però. La mia ispirazione andrà a quel paese. Qualcuno verrà a bussare alla porta, me lo sento. Ecco il suono delle notifiche di facebook. Mi vogliono distrarre. E io spingo, spingo. Ma niente. Più passa il tempo e più sono eccitato ma di venire non se ne parla. Lei non ci pensa più. È così in estasi che la possibilità che il marito ci sorprenda non la sta più considerando. Forse, inconsciamente, sa che ucciderebbe solo me. Sta stronza. E io vado ancora più forte ma lo sento già per le scale. Io spingo più che posso ma sento le chiavi entrare nella toppa. Faccio il numero d’alta scuola migliore che abbia mai fatto, vedo il volto di lei contorcersi dal piacere, sento dei passi in casa. Dalla finestra no, maledizione. Dalla finestra no. Prendo i miei vestiti, corro nel bagno. Nel momento che attraverso il corridoio lui non c’è ma capisco che compare mentre sono già dentro la porta. Sento il suo alito pesante da qui….bene mondo, le notifiche su facebook sono 4. Qualcuno/a mi cerca sul cellulare, il freddo è sempre più pungente e devo alzarmi per chiudere la finestra. Il racconto deve finire. Tu sei lì pronto a darmele di santa ragione. Io voglio chiudere questo post. Ora apro la finestra del bagno e salto sul balcone accanto e nessuno si farà male. Tu ti terrai l’ispirazione fino a quando verrò di soppiatto a deflorartela nuovamente. Amico mio, fatti vedere da qualcuno bravo. Tu non la soddisfi. Io almeno te la tengo allegra per un po’. Fammi chiudere questo post assurdo e ti lascio questo blog vuoto per qualche giorno, magari per qualche altra settimana, ok? Che ne dici? Sento la maniglia abbassarsi. Quando entra non trova nessuno. Io sono già nel balcone accanto. Come un novello tarzan sto iniziando a scendere. Lei si affaccia dal balcone del salotto e mi saluta sorridente e soddisfatta. È andata bene. Lei mi ha già detto che presto lui andrà a pagare le tasse da Equitalia. Quei bastardi figli di puttana sanno come far perdere il tempo alla gente. Io già mi pregusto la prossima tappa nell’appartamento dove vive il mondo. Sua moglie, l’ispirazione, ha un altro regalo per me. Da due piani più giù, su un balcone di un’altro portone, mi pare di intravederlo sotto la sua vestaglia.

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