Pantheon e cuffie nuove

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Le cuffie sono nuove. Sono arrivate con il telefono nuovo. Da sole valgono metà del valore. Ti entrano dentro fino quasi al timpano, senza badare a norme igieniche. Bello non è. Una mina alla condivisione della musica. Ma qui non si parla degli altri e delle mie orecchie che a parte tutto sono tendenzialmente pulite. Si parla di me. Immagina lo svincolo tra via del Tritone e piazza San Silvestro. Immagina la musica che parte. Ancora Bon Iver. Ti giuro, non sto diventando un fondamentalista. Semplicemente è un caso. Insomma, monto le cuffie e la città scompare. Sembra uno di quei film visti al cinema dove l’immagine ti sovrasta, ti avvolge. Le persone passano accanto, parlano ma non esce alcuna voce. Accanto ci sono i palazzi di Roma dal colore mutevole che dall’altro lato di Via del corso cominceranno ad essere incredibilmente piacevoli. Sopra di loro le nuvole che hanno annunciato pioggia ma poi risentite se la sono tenuta per loro. Bravi ammassi di vapore. L’ho già detta la cosa del film? Be c’è di mezzo anche un ottima colonna sonora. Che poi te lo sei chiesto come sarebbe la vita se avesse una musica che sottolinea le cose importanti. Ecco, ora è così. I bambini stesi per terra nella piazza davanti al pantheon, sotto quei colori caldi dei palazzi e la devastante posa gloriosa del tempio romano meritano una musica tendente al geniale. E a quel genio di Justin ora si sono succeduti i Pink Floyd. Che ne parliamo a fare. La gente, scintille impazzite perse nel fumo diretto al cielo, schizza via. Non serve neanche seguirla con lo sguardo. Ce n’è subito uno nuovo che si fa seguire dagli occhi. Subito dopo una che danza a colpi di vento. Questo ballo impazzito durerà per molto. Chissà dove sono finiti. Io delle scintille e del loro destino non me ne sono mai occupato. Eppure finiranno da qualche parte. Così anche questi che mi hanno sfiorato le possenti braccia terroniche. Magari hanno anche loro una vita. Incredibile a credersi. Magari i versi di ognuno, le carte scritte da scorci di vita altrimenti inutili, gli istanti vibranti di tutti, un giorno, si incontreranno. Deve essere così. E ricorderò questo giorno dove le loro voci sembravano capolavori della musica mondiale. Hanno taciuto le loro chiacchiere. hanno fermato anche il metallico rumore sofferente della città. Grazie ancora. Poi l’album finisce. Sorrido perché m’ero illuso. Va bene così. Infondo, le mie nuove cuffie fanno proprio paura. Il resto poco importa.

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