Documento del cazzo

mar.sil

Ho un post sulle montagne pronto da giorni. Te lo giuro. Non l’ho pubblicato perchè avendolo scritto in viaggio mi sembrava di prendermi in giro a pubblicarlo tra condomini e strade. E’ bello, non vorrei sgualcirlo. Ma ora tutto cambia. Alle 00.00 scatterà l’annuale scadenza impressa su quella carta stropicciata che mi porto a presso. C’è il mio nome, i miei dati e quella data. Non ci tengo, te lo assicuro. Poi in questo periodo ho qualche problema da vita reale che non mi lascia tanto tranquillo. Odio i problemi da vita reale. Mi consola solo un viaggio in Cappadocia osteggiato dai miei. Hanno paura delle bombe. Vaglielo a spiegare che non ci sono bombe in Cambogia e che la Cambogia è un’altra nazione. Manco in Cappadocia, se è per questo. Vaglielo a dire che è in Turchia e spiegali pure che è in un centro della comunità europea. Pago una cazzata. Come faccio a dire di no? Non posso permettermelo. Ufff. Da domani dovrò stare attento a che età dico. Di solito sbaglio sempre, almeno fino ad aprile. Ricordo che quando ero piccolo odiavo la festa delle donne perchè le mie compagne di classe non vennero ad una mia festa perchè dovevano festeggiare il giorno dopo….piccole puttane. Detto con affetto, ovviamente. E’ stata da sempre una guerra silenziosa. Io contro le mimose. Come ho fatto a non venire su maschilista non lo so. Altro pensiero sconclusionato e non collegato con i precedenti? Quando me ne vado all’estero? Taac, scatta un altro anno e io questo salto ancora non l’ho fatto. Lo farò mai? Prima risentivo Telefonami Tra Vent’anni di Dalla. Ci feci un post qualche tempo fa. Davvero vorrei sapere che mi direi. forse ne ho addirittura bisogno. Mah, a dire il vero non lo so (ho staccato gli occhi dallo schermo due minuti e ho già cambiato idea). Le mie scommesse perse hanno tutte un senso. O meglio, sono perse sempre dopo. Mai prima. Un giorno forse ne vincerò una e non me ne accorgerò nemmeno…
Scusa blog. volevo solo scriverti addosso qualcosa. Perdona un povero “vecchio”. Intanto sono le 00.20. Come direbbero i Pink Floyd “pensavo di avere ancora qualcosa da dire”. Ecco, che canzone sbagliata. Una canzone che parla di istanti che credevi di poter controllare e poi ti sono sfuggiti via come il colpo di pistola di inizio gara. Il sole è già dall’altra parte. Iniziamo a correre va. Roger dice che è inutile, ma almeno mi tengo in allenamento.

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