…e tutto va bene

stelle

“E’ L’una di notte e tutto va bene”
Non lo so, caro vecchio corvaccio. No aspetta, che sei: un avvoltoio, giusto? Sono l’1.30, per la precisione e se sono qui, qualcosa non va per il verso giusto. Il Maestro e Margherita mi aspetta sul tavolo. Un po’ mi inquieta, quel libro. Tra poco a Satana gli facciamo pure gli striscioni colorati. Mancano 100 pagine e non so che aspettarmi. Questo è un bene. Alcune prese di posizione pazzoidi mi hanno garbato.
“E’ l’una e mezza di notte e tutto va bene”
Questa casa sa essere stretta. Stretta come un cappio. Con il suo odore di formaggio cotto in padella, con un fratello studioso, con i conti dei soldi sulla scrivania, con le masturbazioni cerebrali e quelle meno cerebrali, con i nuovi racconti spuntati a cambiare i tuoi piani all’ultimo, con i nuovi racconti che forse sono una scusa per quelli vechci che non vogliono farsi correggere. I bastardi. Libri nuovi comprati manco fossi un drogato. “Non c’è più spazio, Vincè” Lo so cazzo, lo so. La stanza è piccola ma in soggiorno c’è spazio “E’ finito pure quello” Lo so cazzo. Maledizione, lo so. Troverò una soluzione.
“E’ l’una e 37 di notte e tutto va bene”
Un curriculum è finito. A volte mi sa di idiozia eppure è tutto vero. Tra una riga e l’altra non ho ballato il folk, questa settimana. Non è da sfigati. No. Te lo giuro. Almeno non mi sembra. dovresti venire e poi parlare. Mi è saltato il caffè con una e ho fatot pure la figura dello sfigato. Se hai una puntina appendo pure questa al muro.
“E’ l’una e 40 di notte e tutto va bene”
Sembrano così tante. “Offri un caffè a quella”. L’ho fatto già, non se ne è fatto niente. Quell’altra ci è venuta pure…in questo momento non riesco a capire perchè non l’abbiamo rifatto. Guarda, prendi il campionario. C’ho una che ubriaca si è fatta esplorare gola ed esofago dalla mia lingua qua a Roma. Poi non se ne è fatto più nulla. No, non è perchè l’ho uccisa soffocata. Era per fare una battuta, stupido cazzone. Un’altra esiste solo dietro i messaggi facebook. Ora anche per me è così. Qualche vecchio fantasma assortito e vai col liscio. Che poi, loro, sono come gli squali. Se c’hai qualche problema lo annusano nell’aria. Non sono mai stato bravo a fingere quindi penso che sentano il mio odore di incapace a un miglio di distanza.
“E’ l’una e 43 di notte e tutto va bene”
Forse, blog, mio stupido cazzone…qualcosa non va per davvero. L’avvoltoio urla la sua cazzata delle ore 01.44. Nel cartone, alla fine, la volpe glielo mette a tutti nel culo e se ne va con la sua bella. Non andava tutto bene, coglione. Ripeterselo non serve a niente. Fai un bel respiro blog. ti metto una bella canzone. Ascoltala domani mattina. ti sentirai più leggero e forse, alle 9 di mattina, andrà davvero tutto bene. Per ora, all’01.50 di notte, penso sia il caso di andare a letto e spegnere il cervello. Serve a tutti e due.

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