A te e ai tuoi cantanti tristi

Te lo scrivo qui che altrove, forse, mi interromperesti. Partirebbe all’improvviso un tuo “fottiti”. Mi smonteresti per chiedermi poi qualcosa da scriverti, con l’ispirazione ormai in cantina. Ti ho scritto una poesia che non ti ho fatto leggere dove parlo dei tui cantanti e delle tue note. In un certo senso i tuoi Muse, Damien Rice e compagnia cantante ti fanno una grandissima pippa. Per me sono tue e tu le condividi con me. Sono le tue musiche ad essere come mattoni con cui costruire la notte, uno sopra l’altro. So benissimo quello che c’è lì fuori. Le antenne delle televisioni sono diventate da un po’ di tempo il mio esercito silenzioso. Mi fanno da guardia, in ordine, sui baratri che finiscono nei fiumi di asfalto delle città dove combattiamo. Infondo è uguale alla mia, la tua città. Ha un altro fiume, forse strade con meno macchine ma anche tu vedi cemento che si trasforma in vette innevate solo appena chiudi gli occhi. E vogliamo parlare di quel “paesello” che in un modo o nell’altro ci contorce le viscere? Per quanto ci fa venire voglia di morire e di vivere nel medesimo istante. Le vedi le colline dalla Terravecchia? Quelle sono mie. so già cosa mi risponderai: no, sono le mie. Per stanotte te le cedo. Io sono più in là. altrove. dove non lo so e non voglio saperlo e neanche tu dovresti sapere dove ti troverai ad un battito di ciglia da qui. Chi possiede le colline lontane del tramonto del nostro paese o chi è il legittimo proprietario delle canzoni dei Pink Floyd non dovrebbe pensarci. Serbiamo dentro monti lontani incendiati dal rosso dei tramonti. Controlliamo la sostanza delle notti che vediamo andare via come foglie dei platani. Non te ne fregare. Non te ne fregare di niente. In fondo, Damien Rice, non ha una voce triste. Il vento della notte è ancora più malinconico. E pensa se affacciandoti verso i colli argillosi dovessi sentirlo quel vento. Pensa che lì ci sono un migliaio delle mie parole e tante sono per te, per le tue musiche, per le tue canzoni e per l’esercito dei tuoi mille cantanti malinconici.

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Una risposta a A te e ai tuoi cantanti tristi

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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