Mi sono girato un attimo…

Il mare è lì, a due passi, si sente il profumo inebriante. La sabbia ha quell’usuale, solleticante, consistenza sotto le mani appoggiate pesantemente su di essa. La sento modificarsi, cadere giù, creare buche. La modello sotto il telo da mare per stare più comodo. Un gabbiano sorvola le onde. Un costume bianco passa, riempito in maniera perfetta da un corpo che sembra voler imitare il sinuoso evolvere delle onde. Forse è lo stesso che mi passa davanti da venti anni. Cattura i miei occhi senza farmi accorgere del suo mutevole cambiamento. Io invece lo ammiro come un altro particolare del paesaggio. Come l’alba delle sei, come il pomeriggio pigro con nuvole mastodontiche mosse piano da un vento che porta con se i ritmi dell’africa. Sento quasi i cori di donne nere che a ritmo dei bonghi esaltano la giornata gloriosa. Ora mi giro. Mi giro un attimo. non lo so perchè. Magari prendo un libro, la crema solare, l’acqua. Il problema è che dall’altro lato ora c’è un particolare, incorniciato dalla mia finestra, di un palazzo di roma. Degli operai ristrutturano un balcone all’ottavo piano e picchiettano dalle otto di mattina. Mi alzo, e nonostante un caldo sole autunnale, è proprio la città strozzata dai suoi ritmi e dalla tristezza della vita. Mi sono girato un attimo ed è il 18 settembre: “ADDIA A PIZZ!” dico nel mio dialetto. Cambio lingua e mi esce fuori un: “PORCO CAZZO!”. Sono inconsolabile. C’è consolazione solo nelle fresche acque dello Ionio che serbano tra i flutti una storia che condivido e probabilmente qualche risposta. A questo insipido settembre non c’è niente da chiedere. Ha troppe pretese, ti ricorda responsabilità da cui vorresti essere sgravato, rimembra incarichi che non ti ricordi tu ti sia assunto. Vaffanculo settembre, cercati un’altra puttana. Ho messo su del Jazz e insieme al caffè e al cappuccino mi ha consolato per un attimo. anche il sole si è simpaticamente scusato. E’ tutto diverso, però, dai miei sogni estivi. Non può bastare. I solidi pavimenti non sostituiranno la sabbia modificabile a mio piacimento sotto il telo. La vita pretende di dar forma lei al suolo che calpesto. Mi sa che non sono d’accordo. Te l’ho già detto, cercati un’altra puttana. Ho smesso di battere per te.

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Una risposta a Mi sono girato un attimo…

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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