Lo chiamavano Moltheni

Ho ascoltato (o sto ascoltando) l’ultimo lavoro di uno che una volta si faceva chiamare Moltheni. Lo ascoltavi tu, ti ricordi? Tu che sei lontana come una notte del passato. Mi riappari come una canzone nuova che conosco da sempre nelle malinconiche giornate di fine estate. Sai quando il vento sbatte le ante e fa cigolare i cancelli vecchi di cent’anni? Sembra settembre ma io non sento di meritarlo. Serbo dentro l’autunno e lo si può fare solo se si conosce ogni sfumatura della malinconia. tu con la malinconia ci sapevi fare. Con i tuoi sguardi persi su battigie lontane che nemmeno conosco. Sguardi tristi come autunni piovosi, come un estate che lascia dietro solo fuochi e fiamme degli incendi di fine stagione. Io sono mille malinconie più là. Su fiumi dispersi in chissà quali vallate. La voce di Moltheni o come cavolo si fa chiamare ora è una carezza feroce. Non sono più io e non sei più tu. Forse non siamo mai stati niente. Tu, infondo, sei stata un paio di frasi su uno schermo. Io, invece, qualche kilobyte su qualche server americano. Ne ho conosciute altre che si sono cibate di parole. Anche io ne ho fatto indigestione. Non ne posso più delle parole. Voglio quel sano silenzio dove, a miliardi di anni luce da qui, nascono altri universi. Le parole mi rimbombano nel cervello, mi sbattono tra le pareti del cranio, mi scheggiano, crepano tutta la parete occipitale. Forse un giorno troveremo qualcuno in carne e ossa, in piedi nella stanza che se la tocchi sentiremo sotto i polpastrelli la carne. Risuonerà qualche canzone di qualche tristissimo cantautore degli anni 00, magari proprio Umberto Maria Giardini con quelle canzoni che vorresti ballare piano. Guarderemo quella persona negli occhi e lei saprà benissimo cosa fare. Starà zitta. Le crepe si riempiranno. I tornei di ping pong nella mia mente finiranno. Rimarrà solo la musica. Sarà ancora l’autunno a dirigere i giochi. Alla prima pioggia ristoratrice ti penserò di nuovo. Te lo giuro.

Ps Naturalmente non ci sono video dell’ultimo album, peccato
Pps http://videodrome-xl.blogautore.repubblica.it/2012/08/24/umg-la-dieta-dellimperatrice/

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2 risposte a Lo chiamavano Moltheni

  1. ninavoice ha detto:

    Moltheni ha un tono che ho ascoltato anche io…sublime per certi aspetti direi.
    I tuoi deliri sono sempre accoglienti 😉

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