Notti solitarie e ulivi storpi

Che poi, blog, dopo quattro giorni di permanenza a casa avrei voluto scriverti un post sui colori della mia terra. Magari sull’oro del grano con il verde scuro del ginepro incastonato come un diamante. Terra che al tramonto fa esaltare l’ulivo, piegato su un fianco come uno storpio, la quercia, fiera e autorevole sui cigli delle strade, del pino, sofferente sotto le brezze provenienti dal mare. Avrei voluto scriverti delle mie apnee sotto il pelo dell’acqua del mio mare, pulito come non mai, con quel torpore e le immagini che in quel mondo, sotto i flutti, ti colgono come una presentazione di un mondo nuovo. Avrei voluto, davvero. Invece sono qui, di sabato sera, a scriverti, dopo aver raccolto qualche mestizia, qualche desiderio inespresso, qualche rimorso, qualche pentimento. Tutto insieme e vai col liscio. La mia terra sa regalarti la sospirata gioia, la malinconia più selvaggia, i desideri più vivi e fanciulleschi e la disperazione più atroce. Tutto insieme nel medesimo istante. come lo fa non lo so. come riesca ad attirarmi a lei e lasciarmi contemporaneamente quel viscerale bisogno di scappare resta per me un mistero. Un mistero che si ingrassa accarezzando le “H” dietro le ginocchia sotto le gonne, dietro l’onda indomita dello ionio, delle parole dei miei simili ad un passo da me e a migliaia di anni luce di distanza. Mistero che continua a crescere nel desiderio di scoppiare nell’aria e nell’accidia dei pomeriggi sonnacchiosi che necessitano del più convinto e laborioso dolce far niente. Blog, ho mille cose da fare ma non ne voglio fare nessuna. Oppure non ho niente da fare ma con il preciso desiderio di rivoltare il mondo. Mah, sono un mistero per me stesso. Come le labbra che baciano sempre le stesse labbra e le mie in ferie chissà in quale pensione a buon prezzo, come le risate alcoliche di chi va a vivere una notte che non finirà al nascere dei miei sogni, come i miei “ma che cazzo ci faccio qui”, o come quegli altri “ma che cazzo aspetta”. Mah, blog. Sono una tempesta in un bicchiere, certe notti. Vorrei prendermi a schiaffi. Ora che mi rivedi passare, procedi pure al pestaggio.

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3 risposte a Notti solitarie e ulivi storpi

  1. semprevento ha detto:

    Dio bonino… o Vince!!!
    …son momenti strani vero? un po’ tutti cerchiamo la nostra collocazione e se non la troviamo…si va in crisi…C’è un legame bellissimo con la tua terra…ci son cose che faranno sempre di te e benchè una parte di te le rifugga non puoi farne a meno..un po’ come chi nasce sul mare…quanto è duro il mare, quanta fatica ti prende, quante vite. E allora l’isolano fugge ma il richiamo poi lo porterà sempre su quelle rive, inutile imporsi.
    io non sono tanto brava con le parole, mi ci perdo…e poi questa musica dolcemente malinconica di cui non capisco le parole mi aiuta a sentire il mio mare. E allora vado a picco pure io, come una barchetta bucata.
    Sei fortunato te, io non amo la mia città, la mia terra ….non la sento mia, non l’ho mai sentita. me ne andrei all’istante se potessi…dove c’è il mare a due passi dall’uscio. dove , aprendo la finestra ogni mattina , lui è lì ad aspettarmi…io mi bevo il mio latte e caffè, la mia immancabile cicchina…e tutto scorre con gli stessi struggimenti ma con quel blu negli occhi che m’incanta sempre.
    Tu sei giovane, cercati, scopriti, non ti fermare mai. Guarda oltre le cose e vivile. Qualche sera fa , parlando con un amico che fa quei corsi di autofiducia&stima gli ho detto che ho vissuto una vita da spettatore e non certo da protagonista…porca miseria, ha urlato di dolore!!! …mi son pentita di averglielo detto…poveraccio c’è rimasto male!!! erano anni, almeno 20, che non ci vedevamo…Lui ha morso la vita ed ora sta bene alla grande.Crede in se stesso, forse anche troppo…ma meglio così che come me che guardo da dietro una finestra…Ti pare?
    Quindi caro ciospetto, fai scivolare fuori tutto quello che hai…sei molto intelligente, non ti arrabattare a cercare tutte le risposte…alcune domande mica ce l’hanno…fidati.

    spero che il prossimo post sia più ridanciano!
    …a proposito, l’ombrellone verde è volato dal quarto piano….nessuna traccia sul piazzale e dintorni…..nessuno mi ha cercato….se lo sono fregato pari pari!!! bastardissimi!!!! 🙂 ma lo ricompro e stavolta lo muro!

  2. semprevento ha detto:

    PS: un abbraccio affettuosissimo!!

    • vince2006 ha detto:

      Che bello Venticello mio. Le tue parole completano sempre perfettamente i miei post. Le parole le usi bene, lascia fare. Vedrai che un giorno verrò a prenderti e ce ne andremo da qualche parte a raccogliere un vento lontano su una spiaggia ogni volta diversa.

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