Fuori dalla finestra

Qui fa caldo. Un muro di nubi grigie rappresentano sì la speranza di pioggia ma nel frattempo, ora, sono una specie di cappa. Sto correggendo i racconti grazie anche a preziose correttrici di bozze molto pazienti. E’ andata meglio di quello che credevo. I primi 4 mi sono piaciuti e 3 erano vecchi. Non ho avuto voglia di bruciarli, anzi, mi hanno fatto ridere. Ho naturalmente provveduto ad aggiustare qua e là alcune imperfezioni ma, tutto sommato, vanno benissimo. Anche i riscontri sono positivi. Poi, però, mi è capitato in mano “Io sono Cloto”. Bella la storia, affascinante. La storia è fantastica (nel senso del genere), e l’idea ancora mi piace. Però è stato scritto tempo fa. Come hai capito, ho un po’ di timore a rileggere quelli vecchi, e su questo racconto i timori erano fondati. Mamma mia, leggevo e mi sarei sparato. di uno smieloso che ho dovuto farmi una siringa di insulina. Scritto malissimo. Se penso che l’ho spedito a chi me lo ha ispirato mi vengono i brividi. ripensandoci ha fatto bene a darmi il due di picche, me lo meritavo. Anzi, doveva accoltellarmi nella piazza del mio paese, sputando sul mio cadavere. Facendo leggere il racconto al giudice se la sarebbe cavata in un paio d’anni. Sì, blog. Davvero non mi è piaciuto. E’ uno dei più lunghi ma dopo 5 pagine ho chiuso per la disperazione. Visto, però, che la storia mi piace, alla fine delle correzioni (ma probabilmente ad agosto, negli oziosi pomeriggi estivi di casa mia), lo riscriverò daccapo. Fatto sta che inizia ad avere una certa fisionomia, questo libro. Non vedo l’ora. Non sarà l’unico, questo racconto, ad essere riscritto. Anche quello che darà il titolo alla raccolta, ad esempio. So già che riprendendolo in mano avrò brividi e crisi di identità. Penso però che sia normale. E’ una cosa che, comunque, mi rende felice. Devo muovermi però, c’è altro che mi sta bussando insistentemente dietro le tempie. E sono pure in tanti. Sgomitano, è in atto una rissa per decidere chi uscirà per primo. Vedremo. Sono uno spettatore interessato. Nel frattempo continua a fare caldo. Questa è stata una mattinata inutile. Ho cazzeggiato e ho solo riflettutto sui tanti progetti e cazzate che voglio fare ma non ho scritto, non ho corretto, non ho studiato, non ho lavorato al video (ah sì, devo fare una specie di documentario). Se parlo a qualcuno dei progetti, forse, mi invidia ma poi dovrebbe vedermi in canottiera, stile camionista calabrese (però nera, non bianca, grazie a Dio), a prendere quel poco di vento dalla finestra aperta, a contemplare le nuvole. A quel punto avrebbe tutti i diritti di compatirmi. Citare Conrad (o Orwell, non ricordo) che diceva alla moglie che quando guardava fuori dalla finestra stava lavorando, non mi basterebbe. mah, cerchiamo di migliorare la giornata. Ciao blog.

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