Riflessioni di uno che dovrebbe dormire di più

1) Riflessione numero uno
Io non sono mai stato uno che dorme troppo. Se vado a letto alle 2 o alle 3 più tardi delle 9/9.30 non mi alzo. quando lo faccio, caro blog, sono una rosa in un’alba di maggio: bello fresco. Ma se tu mi svegli di soprassalto, anche un’ora prima, scatta il vaffanculo efferato e selvaggio. come quando scarichi qualcosa sui torrent. Senza il controllo finale non hai niente. E io così sono uno che ha scaricato 5 gb di roba inutile durante la notte. Non se po fa.

2) Riflessione numero due
Da quando sono in questa casa non ho mai, e dico mai, raggiunto le 7 ore di sonno. Incredibile. Ma manco la domenica. Eravamo tanto felici degli infissi nuovi che non facevano entrare un decibel della rumorosa via Marconi, qui accanto. Giubilanti e festosi già pregustavamo le apocalittiche e vergognose dormite nei nostri comodi materassi. Il problema che al grande servizio delle finestre non hanno risposto adeguatamente le porte interne. Il nemico era in casa. si nascondeva nella professionale faccia da schiaffi del fratello più piccolo che ogni mattina, diligente, si sveglia presto per andare all’università. Sia lodato Gesù Cristo la sua facoltà è ad uno sputo da qui e ci va in bici, altirmenti mi toccherebbe svegliarmi alle 6. Ma rimane il fatto che ogni minimo rumore (e lui ha la delicatezza di un elefante) mi richiama dal mio coma.

3) Riflessione numero tre
Se dovrai svegliarti di soprassalto lo farai sempre nelle maniere più assurde. Ogni mattina una diversa. Non bastano i preparativi del giovincello. Se ne inventeranno sempre una di nuova. L’altro fratello che torna tardi e la sera precedente ha mangiato la merda che ben pensa di rendere il cesso un inferno stile film Pulp americano. Ti svegli e quella cazzo di responsabilità da fratello maggiore che ti hanno inculcato da quando avevi tre anni ti fa alzare e ti fa essere comprensivo di fronte a quel cadavere gettato lì nella melma. Preso da compassione aiuti quell’anima sofferente mandando il tuo sonno sulla Colombo. Lo sai chi c’è sulla colombo a quell’ora, vero? Bene

4) Riflessione numero quattro.
Se provi (pazzo) a riprendere sonno (temerario) dopo questa impresa sappi che ti aspetta una pena ancora più surreale di quella. Quando riprenderai sonno l’altro fratello, preso da chissà quale demonio, decide di prendere un’altra bici, e non la soltia, per uscire di sabato mattina(!!!) alle 8 precise (!!!!). Codesta bici abbisogna di molta forza per sistemare il sellino e quindi, l’impavido, ben pensa di utilizzare il martello sull’oggettino malefico che blocca la vite. Esco fuori e non so davvero che dire di fronte al suo sguardo in cerca di comprensione e pieno di scuse che a quell’ora non hanno senso. Davvero, non so che fare. Potrei ucciderlo, è un’ipotesi. Ma poi mi arrendo a quella surreale congiura al mio riposo e abbandono le stanche membra ormai deste al letto. Come fa l’innamorato su una foto dell’amata scappata via. Stringi pure con forza, non tornerà.

5) Riflessione numero cinque
dopo la colazione il fratricidio non è più una teoria campata in aria. Stendendo la marmellata di frutti di bosco su quella all’arancia capisco che sarei moralmente giustificato. Potrei risvegliare tutte le mattine il giudice, una volta sotto processo, e sarebbe facile dmostrare la mia innocenza. quanto quel gesto fosse necessario. Immergo i biscotti contando le bolle che vengono su. Mi ispira. Magari potrei annegarlo. Però si sa diffendere, il bastardo. Se fosse l’altro sarebbe un gioco da ragazzi ma già si sta uccidendo da solo. Sarebbe un peccato interferire con il suo processo di autodistruzione.

6) Riflessione numero sei
Io davvero non faccio un cazzo se non dormo bene. E se lo faccio è tutto appannato, mal fatto, impreciso.

7) Riflessione numero sette
Stavo pensando: “Ma perchè non correggo?”. Ci sono un sacco di imprecisioni. Parole senza lettere, refusi, lettere piccole dopo i punti. Non mi va. Ma più che non mi va, a volte, sento il bisogno di postarle così le cose. Cioè, le sento più vere. Mi sono uscite così. Non c’è l’artificio della ragione che corregge l’istinto. Blog, tu sei il succo più profondo della mia anima. Teh, senti che ti dico. Sei come il mosto appena uscito. Lo hai mai assaggiato? E’ un’altra cosa. Sa di vino, sa di uva, sa di tuo padre e di tuo nonno che lo hanno appena creato. Sa di “presto lo farò io”. Sa di Pisticci la mattina di inizio autunno. Fresca, leggera. con l’odore di pane per le strade e le vecchie che si salutano come fosse un gesto formale e irrinunciabile come il suono delle campane della chiesa madre. Non me ne frega niente, blog. Qui si sta bene. Se hai da dirmi qualcosa, vieni qui, prenditi una sedia, assaggia il pane caldo, bevi il mosto e porco cazzo stai zitto.

8) Riflessione numero otto
………………………………….Bo.

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3 risposte a Riflessioni di uno che dovrebbe dormire di più

  1. semprevento ha detto:

    ahahhahahahhha!!!! Sei esagerato! Spetta’olare come di’ano a Livorno!
    Poerino però…al battipanni c’hai mai pensato’ potrebbe funzionare li per li..poi???
    eh poi ci vuole un gran coraggio! Come si fa a bacchettà quei ciospini dei tu’ fratelli???
    un lo fanno mica per male…beata gioventù..che spesso io dico che un capisce nulla..però sai..io son vecchia e un po’ all’anti’a..
    Però un penzà di fagli male èh! son creaturine pure loro…o perchè un ti metti i tappi nell’orecchi??? potrebe funzionà quando è festa…perchè l’altri giorni devi anche sentì la tu’ sveglia…senno fai tardi .
    Certo che il tu blog ne ha di pazienza…accoglie gli svitati, i ventosi, i rompi, e deve pure sta zitto…
    ma questo passa il convento…
    Ho visto Briciola di latte…ecco allora dove m’ha visto…qui da te!!! sSono andata da lui…pensavo fosse una lei…insoma è uguale per me…l’è tanto bravino a scrive…mi sa che c’ha anche pubblicato dei libri….urca però quanti scrittori…e te? vuoi fare l’avvo’ato??? beneee! allora scrivi un saggio su come si resiste a Roma in una giornata di festa con due fratelli rompiballe…
    ah già ma l’hai scritto….diciamolo!

    Ciao Vince..la prossima volta fotografo u ombrellone…è verde…l’ho comprato qualche settimana fa ma non l’ho ancora aperto….appena lo altro…ti dedico la foto te ci metti la sdraio!
    ciao nini..e sii prudente e lascia sta l’ascia di guerra 🙂
    Ah, se un lo sai, t’ho presentato nel blog come il mi bimbo…ti va bene come grado di parentela…io la mattina fo pianino… e ti preparo pure la ‘olazione…sono una mamma brava, IO !

    • vince2006 ha detto:

      Mi va benissimo. E poi “figlio del vento” suona bene, no? Comunque ti ripeto: non voglio fare l’avvocato. Troppo brutto. Poi se esce addirittura la professione di scrittore meglio ancora. Intanto studio pure. I miei fratelli li perdono, non li ucciderò. anche se rompono e approfittano del fatto che io dimentico le cose mentre a me non fanno passare niente.
      Aspetto con ansia la foto dell’ombrellone. Spero di fare una capatina al mio paese perchè ho una voglia di andare al mare che tu non hai idea.

  2. semprevento ha detto:

    sON TORNATA QUI…
    SAI CHE FACCIO? NON APRO LA POSTA
    Così non so nulla…e te come stai? ho letto di caldo e di vino e di peperoni e vento..
    mio caro cucciolotto… ma quante ne combini?
    mi devo rimettere in pari…considerato che stasera c’ho i peperoni a cena…e pollo arrosto…ci leggeremo domani..
    un bacio grosso, tremendo!
    PS—l’ ombrellone l’ho aperto…bellinosi, e fa pure ombra!

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