Dietro i tuoi punti…

“………………”
Ma poi, si scoprirà mai cosa c’è dietro i tuoi punti? A volte non sono sicuro di volerlo sapere perchè penso di esserne già a conoscenza. Non ti parlo di città dorate e fiumi scintillanti, né di stelle e strade lontane. Quello è assodato. Già detto, banale, ridondante. Non vorrei finire a parlare di unicorni. Quando accadrà sparami. Ma dietro i tuoi punti ho guardato un sacco di volte. E…sorpresa. So benissimo dove sei. Te l’avevo già detto, no? Mi pare mille poesie fa. Non vieni giù mai da quella roccia che ti sei trovata. Dici che hai nuovi appigli a cui ti reggi, secondo me sei ancora ancorata alle tue nuvole in tempesta. Che poi, detto tra noi, siano sempre lodati i temporali. Creano movimenti, cambiano l’aria, ti risvegliano con il rumore del tuono. Il problema è che si sta fermi a bagnarsi. Ci spetta solo questo? Non lo so, io so solo che, citando i Peanuts, voglio essere “vergognosamente felice”. Ci spetta, cazzo. E’ la nostra natura o forse tutto il contrario ma di certo è quello che la nostra anima cerca. Tu, dopo il tuo milionesimo tango, vuoi una mano da stringere anche quando la musica si ferma. O almeno penso. Io, se mai quelle quattro oscene righe che scrivo mi daranno un paio di spiccioli, vorrei perdermi in qualche anfratto di mondo ed essere consapevole di non avere quelle braccia pronte a stringermi, che ho sempre desiderato, ad ancorarmi ad un luogo. Sì, basta. Voglio perdermi. Voglio non essere ed essere tutto. Voglio scambiare gli occhi di uno sconosciuto per i miei, confondere le sue parole per i miei pensieri e non capacitarmi di come sia possibile in terre così lontane da me e dalla mia anima. E che siano pure volti stranieri a darmi pace. Donne da lasciare alle spalle quando il vento inizia a soffiare verso un altro punto del cielo. Come non avrei mai fatto, come ora non farei ma come forse sono destinato a fare.
Ora li vedi i miei treni? Li senti fischiare in praterie disperse e sconosciute? Ho visto anche loro dietro i tuoi punti, ci passavano sopra. Uscivano da uno dei miei mille mondi ed entravano in uno dei tuoi. Ora ti appartengono. Cos’altro ho visto? Ho visto le nostre vite. La mia e la tua. Così simili e sciaguratamente diverse. Ho visto una donna ballare il tango e un uomo aspettarla per strada. Devo aver letto qualcosa del genere molto tempo fa. E credo che la musica finirà e che per strada lo troverà ancora. Il tango è malinconia che si balla in due. Continua anche la notte a musica ferma. Non ha senso non aggrapparsi reciprocamente. Hai visto? Dietro i tuoi punti vedo te stringere qualcuno e me perdermi nell’aria. E’ tutto così strano che non ricordo più di cosa stavo parlando. Ho superato le tue sospensioni da tempo. Sono dentro al buio più pesto. Nelle tue mappe c’è scritto “Hic Sunt Leones”. Ecco, io sono lì. Ho lasciato alle spalle anche i fulmini.

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