Poesie interrotte

Sul blog sono pieno di bozze. L’ultimo stava venendo bene. Stavo scrivendo d’istinto e di getto, come piace a me, sulle note di Winter di Joshua Radin. Poi qualcuno mi ha interrotto, maledizione. Ho dovuto fare qualcosa o andare da qualche parte, ora non ricordo. Ho salvato dicendo una frase che purtroppo ripeto spesso: “la finirò dopo”. Paaaaammm quello è il suono della ghigliottina che decapità il contatto tra me e la stanza dei colori da dove attingo la robaccia che scrivo. La porta (della percezione, direbbe qualcuno) si chiude e quando torno i colori sono svaniti. Ci sono delle scritte, mi pare. Parole a caso messe una dietro l’altro con non so quale nesso logico. Mi capita un’infinita di volte con le poesie, soprattutto quelle che scrivo nei miei miiiille quaderni e agendine (il primo pezzo su ognuno di essi è sul fatto che ho mille quaderni dove scrivo). Magari me li porto in giro e preso da un’idea scrivo qualcosa. Poi, per un motivo o per l’altro, sospendi e il senso sparisce. Anzi, più che il senso non trovi più l’anima. Quando scrivi gli stai alitando sopra una specie di vita e se tu lasci a metà il processo magico ti ritrovi una custodia di cartone bagnata dalla pioggia. Puoi solo buttarlo. No, non credo di esagerare blog. Per quale motivo scriviamo, facciamo musica, dipingiamo? Per vedere qualcosa che prima non c’era. Questo testo, questo stupido testo è comparso ora su una pagina di un server americano…bianca. Giuro che la pagina era bianca. Poi tutti abbiamo il bisogno di scheggiarci e di lasciare una traccia su qualcosa. come un’opera di colonizzazione delle cose. Le vogliamo conquistare. Non certo per sfruttare le risorse minerarie ma per un più tranquillo e infantile: “Io sono stato qui” scritto su qualche muro virtuale e non. Non è essere Dio. Questo vuol dire esserne ispirati. Povero l’uomo che non tende all’infinito. questa cosa è solo la freccia che indica “dove” voglio andare. Poi se lo faccio è tutto un altro discorso. Magari mi ubriaco al bar sotto casa, chiedo gli spiccioli e chiedo se Julian Ross è ancora malato o un cazzo di campionato l’ha vinto.
Tornando alle poesie sospese o interrotte: giorni fa ero in giro per Roma e a piazza Navona hanno iniziato a sbattemri in testa, come palline impazzite, dei versi un po’ cattivi. Volevo bruciare qualcuno, ora non ricordo, arrivato al tram inizio a scrivere. Arrivato alla mia fermata scendo e dico la fatidica frase: “la finirò dopo”. L’hai vista finita tu? Io no. quando sono tornato a rileggerla la porta era chiusa. Quei pochi versi che avevo scritto erano solo le impronte che aveva lasciato prima di rientrare aldilà della porta. Quella poesia ormai è bruciata, non tornerà più. Dentro quella porta c’è una massa informe di energia che mangia tutto. La prossima volta che troverà un pertugio ne verrà fuori con un’altra forma. Io, sono solo uno spettatore interessato da questo processo. Posso fare ben poco. Ogni tanto sono tentato da fare i buchi con il trapano. Sempre più grandi. Magari così le parole che voglio utilizzare saranno più chiare e smetterò di fare quella faccia crucciata di uno che riflette su parole che proprio non gli soggiungono in quel momento (ho questa faccia sempre, maledetto me). Devo farlo, spero solo di non fare danni. In attesa di bucherellare casa, però, una cosa posso farla: quando poggio la penna sulla cazzo dell’agenda, quaderno, moleskine, ecc la devo staccare solo a pezzo ultimato. Tu, blog, prendimi a schiaffi. Fammi finire di alitare sulle cose che scrivo altrimenti finisco per riempirti di bozze anche a te. Bozze che non utilizzerò mai.

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Una risposta a Poesie interrotte

  1. semprevento ha detto:

    bello questo pezzo!
    intendo il tuo scritto….la song non l’ascolto perchè de andrè mi mete l’ansia…

    (…ottavo piano…altissimo…bello…è il numero infinito…ci son nata io nel giorno otto…
    e sono talmente infinita che non trovo mai la fine….)
    Mi son letta le tue riflessioni….capita spesso di avere in testa una storia, un pezzo poetico….ma se non cogli al volo l’idea, vola via….Peccato.
    ma scrivi altre…se ne scrivono così tante…e si continua a sentire….dentro l’anima il nostro malessere / benessere. Dipende dal momento..
    Te non ti scoraggiare, mai…hai tutti i numeri per diventare immenso…intesi????
    Continuo la pulizia in posta 🙂

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