Giorni

Quei giorni capitano, sia lode al cielo. quei giorni che conti nella lista “degni d’esser vissuti”. Gli altri servono per fare volume? Non lo so, ma poco serve saperlo nei giorni inclusi nell’aurea lista. Non so se è il giorno in sè o è il vino bevuto per drammatica carenza dell’acqua minerale effervescente naturale che il fratello sbadato si è dimenticato di comprare. I giorni belli sono tali anche per una bella e lunga chiacchierata con un’amica lungo le pieghe gloriose della città di Roma. Parli, ti confidi, ascolti e intanto Roma ti relega (o regala?) i suoi (o ormai i tuoi?) angoli più splendenti. Bello. Basta questo, davvero. I pensieri ottusi e gravosi provano a bussarti dietro la coscienza per farsi aprire e accomodarsi sul comodo sofà delle tue preoccupazioni. ma no, tu non sei in casa. Sei in giro e oggi va tutto bene. Cazzo, il vino come conclusione deve essere volere del cielo come sigillo divino alla giornata. No va be, forse esagero. Però va davvero bene così. Nemmeno i tuoi guai economici ti scalfiscono (ma quanto cazzo ho speso questa settimana? E sabato ho pure il concerto dei “I cani”). Va bene così, davvero. Non si può richiedere di meglio. Il vino è anche quello di mio padre, quello che piace a me. Va bene così. Voi che gestite queste cose, nella cabina su in alto (o chi per voi, si intende), vi meritate un sentito high five o un più italico brindisi alla salute. Mi congedo, vi saluto con la promessa di brindare a voi nell’ultimo, e sacro, brindisi sul balcone di casa. Vi saluto le stelle, i treni che passano da trastevere e i palazzi di Monteverde

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6 risposte a Giorni

  1. carla ha detto:

    Giorni. Tanto diversi da sembrare alla fine tutti uguali e mi ricordo ancora i giorni bui quando prima a scuola e poi in ufficio di nascosto dagli altri che non mi capivano o per annientare un disagio mi rifugiavo nel bagno, inzuppavo d’acqua i fazzoletti di carta e li lanciavo contro il soffitto e loro lassù in alto se ne restavano appesi. Mi sembrava con quel gesto di buttarli il più lontano possibile da me forse volevo soltanto sconfiggere la paura perché in quel momento era meglio di niente. Aver paura di quei giorni e provare ad eliminarli scaraventandoli lontano senza accumulare chili di sensazioni negative. Non mi piace raccontare le cose che mi riguardano perché non lasciano spiragli alla fantasia eppure ancora oggi quando il giorno chiede di vivere nonostante ogni suo nero auspicio l’accolgo silenziosa salvo poi dirigermi lentamente in bagno appallottolare cinque o sei fazzoletti , passarli sotto un getto d’acqua e zac contro il soffitto sperando che non cada subito col suo triste bagaglio. Nella vita capitano i momenti bui…

  2. bumpyclimb ha detto:

    Avrei bisogno di una giornata cosi’…. Senza i regali di Roma che sta un po’ lontana, ma tutto il resto si’, ne avrei bisogno, chiedero’ a Milano di far del suo meglio…

  3. vince2006 ha detto:

    io e Pavia ne abbiamo viste di cose che voi umani neanche potreste immaginarvi. Ci siamo feriti a vicenda e le ferite hanno fatto male a lungo e quando ti fai del male con chi hai amato tendi, in seguito, a vedere solo il male e il brutto che la circonda. Con Pavia è così. Vedo solo caldo tossico, umidità pungente e zanzare geneticamente modificate capaci di organizzare un attacco intelligente e strategicamente complesso in formazioni da 8.

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