Notti stellate, battute al largo dei bastioni d’Orione e post incomprensibili

Le serate blog, non posso spiegartele. Non le capisco neanche io. Sembrano finire presto e in maniera anonima ma poi Vito, quando meno te lo aspetti, ti caccia una battuta di quelle esplosive. sì, certo… un po’ sporca. Non posso ripeterla qui e poi era in dialetto. Non te l’aspetti mai. Ha passato una serata a parlare di tecnologia: ginger qualcosa di android, froyo, linux, ubuntu, apple, mac book, mac book pro, mac pro, icloud, ipod e ipad. Sembriamo due cataloghi di amazon tra quelle cifre, quei nomi. La serata passa così, tra quella che continua a stare con uno del genere. L’altra che due giorni fa ti ha messo mezzo metro di lingua in bocca e ora non sa manco come ti chiami. E’ un mondo strano. Poi ci sono quelli/e che in questa cazzo di piazza non ci sono mai. Passeranno di qui, prima o poi. Diceva qualcuno e io l’ho ripetuto, povero idiota. Continua ad ascoltare i Sigur Ros che è meglio, il pop ti lascia solo cazzate. Cammini e ti manca Roma, un passo dopo manco per niente. Qua saluti gente a cui, forse, interessa almeno come ti chiami. ti giri e quella sta ancora con quel tipo e tu guardi manco fosse un quadro di Mirò “cosa cazzo vuol dire?”. Va bè, lo sai bene che quella linea così armoniosa è lei. Gira in maniera perfetta, su un altro sfondo sarebbe il luogo perfetto messo tra il bacio di Hayez e la notte stellata di Van Gogh e diciamoci la verità, non c’entrano un cazzo l’uno con l’altro e non ho manco bevuto altrimenti il collegamento, magari saltellando tra una figura di Klee, te l’avrei trovato. Eh no, non ci è dato saperlo. Quante ne vedremo e quante ne vedrai blog, di donne che non capiremo mai che hanno appeso, a qualche tipo di muro, la loro femminilità e sono innamorate da non so quanti anni di uomini che non le amano e non le ameranno mai. Chissà quante ne hai vedute, chissà quante ne vedrai. E tu nel frattempo, e quanto dico tu dico io (questa non me la spiego) hai trescato con una che… cioè…mah…bo…ma davvero? Neanche a te capisco, e quando dico te dico io (continuo a non capire). Non ho bevuto blog e ora l’alcool sarebbe un’alibi perfetto. Ho bevuto un pessimo cocktail, non so nemmeno dirti cosa fosse. Insomma blog, sono serate che finisci di testa una tastiera a picchiare sulla spacebar manco fosse un bambino all’asilo che ti picchiava ritrovato tramite un viaggio nel tempo nell’istante esatto dove mena il te bambino. Ma poi esce quella battuta che ti fa fare la pace con il mondo. Che ti caccia fuori una risata sincera e che alla fine ti fa venire voglia di scrivere un altro di quei post senza senso. Uno di quelli che leggendolo ti fa dire: “ma questo come cazzo scrive” “che si è fumato” “oddio che figo da paura”. Insomma, sta roba qua. Ad un giorno e mezzo della partenza è quasi una chiusura accettabile. Ciao blog

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Una risposta a Notti stellate, battute al largo dei bastioni d’Orione e post incomprensibili

  1. ninavoice ha detto:

    E come disse Roger Rabbit…la gente ha bisogno di ridere
    🙂

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