Città gelose

E naturalmente blog se un casino può manifestarsi all’improvviso quando lo farà esattamente? Ma dai, è semplice! Il giorno prima della partenza. Va be, abbiamo risolto…pare. Mi rimane un fratello che mi fa innervosire quando dovrei essere ormai in ottica viaggio ma va be. A che cosa servono gli altri se non a complicarti la vita? E daje che una vita piatta è noiosa. Poi puoi sempre picchiare a morte qualcuno. Se uccidi tuo fratello perchè è un coglione mica vai in galera, no? Ma va be. Su Facebook ho messo qualche video dell’altra sera. Sono stato in bici sul lungotevere passando dal “mio posto”. L’Isola Tiberina. Sul far del tramonto è davvero eccezionale. Poco prima, i riflessi scintillanti del sole sul fiume, ti trasmettono il fascino della gloria in cui questa città si è sviluppata e cresciuta. Milioni di occhi da tutto il mondo sono venuti qui ad ammirarla. Le poesie che hanno appeso sulla muraglia che contiene il Tevere sono la perfetta dimostrazione. Russi, americani, inglesi, giapponesi, antichi latini. Tutti con occhi brillanti per emulazione senza riuscire ad essere così splendenti. Quelle parole su quelle acque passate per secoli come le vite umane eppure sempre lì come quei testi ormai marchiati a fuoco sui flutti e sulle coscienze. Bello. Davvero bello. Ci metto pure le mie di poesie anche se sono scritte “solo” nei miei fidi quaderni. E poi mettere insieme l’Isola Tiberina con la mia adorata Rossa fiammante è sempre cosa buona e giusta. Su due ruote, ripeto, questa città è ancora più bella. Quando poi il sole è prossimo alla fine, la base del cielo prende fuoco. Il rosso incendiario della fine del giorno contamina anche i lampioni sulle muraglie che si accendono del loro tipico e leggendario arancione, reminiscenze di secoli passati. Forse quel signore vestito elegante con mantello, cilindro e bastone è il Belli che con i suoi versi viene a render onore alla città. Forse, può essere. Fa bene pensarci. Forse è stata la città stessa a chiedermelo. Sa che andrò a Parigi e che i miei occhi si riempiranno di meraviglia e come una donna gelosa mi ricorda perchè il mio cuore ha tanto tremato nelle serate di maggio, cullato da venti provenienti da altre epoche. Come l’amato che intraprende un viaggio e mille volti di donna vedrà per la sua strada anche io potrei distrarmi sulle rive della Senna, nel quartiere latino, al cospetto di Montmartré. Inutile illudersi, è possibile. Non siamo fatti per amare una sola città. Per le donne dipende. Da quel punto di vista ho fatto “pochi viaggi in altre città” anzi, nessuno proprio. Va bene così. In effetti le donne sono molto più complicate delle città. Riescono ad avere una Parigi, New York, Roma, La Paz, Caracas tutte insieme e nel medesimo istante. Romantico? Mah non saprei. Sai che traffico lì dentro? I parcheggi non si trovano manco a pagarli, devi per forza fare infrazione su un marciapiede. Il baccano è insopportabile (mamma mia quanto è insopportabile) Eppure è bello guardare il tramonto nel punto dove il Rio delle amazzoni, il Tamigi, La Senna, il Tevere, il Nilo si incontrano alla foce che da su un oceano sconosciuto agli uomini. Il rumore ad un tratto diventa un fioco soffio di vento. E ad un tratto ti ricordi la frase scritta sul muro di fronte all’Isola da cui sei partito: “Ti amo da qui..alla fine del mondo..di nuovo qui..all’infinito”. Niente di che, forse. Eppure a rileggerla, volta per volta, mutato a colpi di onde del Tevere, quella frase ce l’hai dentro e vorresti darle pure una mano di bianco o, al massimo, farla leggere a qualcuno dalla parte dell’Isola che da sul Ponte Rotto. Sarebbe bello…ma per ora oreferisco non avere problemi di traffico e di inquinamento acustico. Buon viaggio a me. Ciao.
Vi

Mi pare doveroso scegliere questa canzone. Venti anni fa era tra le mie preferite ed è bello riascoltarla ora.

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Una risposta a Città gelose

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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