Scampoli, brevi, di vita

Amore?

Era sempre fredda, distaccata e spesso lo trattava male. Lui l’amava e tutto ciò lo addolorava, si sentiva un peso di troppo ma nelle notti tempestose lei lo cercava e lo abbracciava tenendolo stretto. Ciò gli riempiva il cuore di gioia e gli mandava il cervello in totale confusione e finiva che dimenticava i suoi atteggiamenti quotidiani. Non seppe mai che lei, totalmente insofferente agli uomini, se lo portò in casa esclusivamente per i temporali di cui aveva una fifa matta. Il cuscino, a quanto pare, non aveva una massa sufficientemente rassicurante da abbracciare

Amore

Lui le manifestava il suo amore continuamente. Se il suo cuore lacrimava gocce rosse glielo diceva. Se una costellazione smetteva di assomigliare a qualche forma che per millenni veniva riconosciuta dagli uomini per prendere i precisi connotati del suo viso egli correva a raccontarglielo. Lei niente. Immobile. Fredda. Silenziosa. In lacrime, capì che ella non l’amava e annunciatole il suo addio si girò verso la porta. Fu lì che gli prese la mano in lacrime anche lei, senza dire nulla se non: “Non lasciarmi”. Lì capì, lo amava anche lei ma non riusciva a dimostrarglielo. Quella reazione lo riempì di gioia ma non riusciva a farglielo ripetere nei gesti quotidiani. Quando si fece troppo forte il bisogno di essere corrisposto fece finta di lasciarla di nuovo. Ella pianse e gli prese la mano nuovamente. L’amore che aveva per lei, però, era pari solo al bisogno di vederselo ricambiato. La lasciò ogni giorno per sessant’anni e qualche settimana. Ebbero una vita felice, piena di lacrime, ma felice

Destino e coerenza

Non si presentò. Lei lo sapeva. Piangeva a quel tavolino del bar nel centro della città. Malediceva gli uomini. Non ne voleva più sapere. Sì, sarebbe morta zitella. Così voleva il destino? Bene, sarebbe stato accontentato. La sua vita infelice avrebbe trovato bagliori di gioia nel suo odio per l’altro sesso. Tutti uguali. Tutti malvagi e crudeli. Tutti da maledire. Tutti da mandare all’inferno. All’improvviso si trovò un fazzoletto bianco davanti gli occhi. Era il cameriere che le sorrideva premuroso. Quando ricambiò il sorriso seppe che il destino aveva altri progetti per lei e che la coerenza non era il suo forte.

L’uomo che vide tutto il mondo

Dieci anni ci vollero. Tutto vide o quasi. L’altopiano degli Urali. Vide i tramonti sulle Ande. Prese a pugni per soldi un uomo in Thailandia, si imbarcò in Vietnam e fu rapito per una settimana dai pirati. Rischiò la vita al confine della Somalia. Amò una donna bellissima in Cile. Fu rapito dagli occhi delle donne in Libano. Fu scambiato per un Dio in una foresta dei Caraibi. Prese freddo su una slitta di cani sperduta in Lapponia. Fece proteste in Iran rischiando ancora la vita. Rifletté sul senso dell’universo nelle lande sperdute dell’Islanda. Quando tornò a casa, invecchiato, abbracciò la madre e dovette rispondere ad una domanda a cui, tutti quegli anni di vagabondaggio, non avevano dato una risposta. “Che cuciniamo per cena?” “Non lo so ma’. Vedi tu, a me va bene qualunque cosa”.

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3 risposte a Scampoli, brevi, di vita

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. semprevento ha detto:

    4 racconti brevi……ma come ……’zo fai????
    impressionante la tua bravura….
    devo imparare da te..poche parole ma c’è tutta una vita dentro…
    eh già, ma come si fa??? io scivo un mucchio di ‘ose surpluss , come diceva mio padre…
    che tipo che era….lo chiamavano Titteri….e a me Titterina, la figliola del Titteri…
    mah…che strano gioco è la vita…

    stasera sopportami canterina.

  3. vince2006 ha detto:

    Ahahahahahah 😀 Io ti sopporto benissimo sempre. Grazie ancora, mi fanno sempre piacere le tue parole. Per il resto dipende da quello che vuoi dire. Spesso servono poche sillabe altre volte non bastano foreste intere da lavorare a Fabriano.

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