Ma sempre dopo il vino, maledizione

Nero corvino. Fai quello che vuoi ma i capelli devono essere nero corvino. Come i suoi. Anche il volto. Ce ne sono milioni, ne ho visti tanti che mi hanno fatto rabbrividire, tremare, imbambolare. Eppure il suo ha un non so che di lucente. Lo vedrei anche nella notte più scura luccicarmi davanti. Sì, è definitivo. Il suo volto, è deciso. Il sorriso. Be si, non riesco a pensare a nessun sorriso se non al suo. Hai presente quando quella volta si è girata, mi ha visto ed ha sorriso? Sì, quella volta che sarei pure potuto morire e ne sarebbe valsa la pena. Dio poteva anche dirmi: “Sono venuto a prenderti l’anima” avrei semplicemente risposto: “Tieni, io sto bene così”. Dio santissimo, ti ricordi? Che poi, chissà come fanno a girarsi così e a sorridere. Ma non hanno paura di bruciare quello che c’è dietro come un incendio d’estate? Ettari ed ettari di anime consumate da quel fuoco inestinguibile. Eppure si girò, mi vide e sorrise. Un esplosione nucleare mi avrebbe fatto meno effetto. Sì, prendo quel sorriso. Il corpo? Eh…il corpo. Direi il suo. Be, per tutti quei sogni dove mi sono steso lì sopra come su un manto di stelle dove osservare l’aurora. Quante volte, in quei sogni, quel corpo l’ho esplorato fino all’ultimo centimetro. Penso di aver amato ogni centimetro quadrato della sua pelle. Penso che a furia di baci avrei potuto percorrere l’equatore. Ho nominato la sua pelle? Bene, quella è la prima cosa. Quell’unica volta che l’ho respirata ho capito che la primavera può essere così poco importante. Fu come se tutti i venti del globo con la loro aroma mi fossero entrati dentro in un solo istante. Le notti brillanti del medio oriente, i tramonti arancioni sulle Ande peruviane, il volo delle rondini sui paesini siciliani in festa, l’ultima tormenta di neve dell’inverno norvegese. Tutte dentro lo stesso corpo nel medesimo istante. Prendo tutto, blog. Prendo il pacchetto completo. Se potessi, eviterei solo il suo silenzio. Quello non lo voglio. Se ti piace prenditelo tu. Nemmeno le mie scelte sbagliate. Fai con comodo, ordinatele e bruciale nel camino ma non portarle più al mio cospetto. Poi getterei volentieri in qualche discarica i miei rimpianti, i rimorsi, i miei “ma forse”, i “se dicevo questo”, i “se scrivevo quello”. Brucerei volentieri anche il suo carattere del cazzo. Se fosse compreso nel pacchetto lo prenderei e me ne farei una ragione ma mi sa che l’offerta non era così. Vorrei tanto le sue parole che forse sono la parte migliore di lei ma qualcuno ha scelto per me solo l’oblio. che ce devo fa? Va bene così, blog. Le mie poesie sono tornate tutte indietro come un esercito sconfitto. Le mie parole sembrano aver sbagliato destinatario. Devo spedirle ad un indirizzo nuovo. Forse è il caso di vedere prima se sono in casa. Il telefono per ora fa echeggiare i suoi “tuu” come il rumore di un’onda che non si è stancata di infrangersi.
Una cosa devo fare. ricordare la canzone di Damien Rice. “Non riesco a staccarti il pensiero di dosso”. Lo dice per tutta la canzone. Sai come finisce? Sai qual è l’ultimo verso? “Fino a quando troverò qualcosa di nuovo”. Ecco blog, hai capito? Lo dice Damien. Io lo ascolterei.

Si blog, stasera un po’ ho bevuto. Devo finire il vino di mio padre. Mio fratello non mi aiuta. e’ una responsabilità.

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16 risposte a Ma sempre dopo il vino, maledizione

  1. ninavoice ha detto:

    anche questa è poesia.

  2. vince2006 ha detto:

    La canzone o il post?

  3. ninavoice ha detto:

    Il post 😉

  4. semprevento ha detto:

    Se bere un po’ di vino ti fa scrivere queste cose….bevi , tesoro, bevi!
    Se aggiungessi qualcosa sarei banale…quindi…
    Mi son svegliata da poco…ritorno..mica mi zittisco.. 🙂 son banale lo so..ma mi garba!
    Buongiorno e buona giornata ..ciao Vince!

  5. Cerchidifumo ha detto:

    oooooo vedo che anche a te il vino fa bene! Ma che bagigioso che sei!

    Se ti stai interrogando sul significato di bagigioso è un’aggettivo che ho inventato io, uno dei tanti.
    Ha il copycerchietto sopra 😀

    Bagigio= arachide.
    Bagigioso= uomo che è come un’arachide, ovvero con la scorza duretta ma buono dentro e al quale basta somministrargli dell’etanolo per provocare la rottura del guscio e far uscire il meglio.

    Vorrei anche io un uomo in grado di scrivermi cose così preziose.

  6. vince2006 ha detto:

    Grazie. Non so perchè ma questa similitudine con l’arachide mi è piaciuta. Comunque non sono mica l’unico al mondo. Siamo in tanti ma finiamo tutti, per un motivo o per l’altro, per colpa vostra e nostra, a scrivere queste cose in un blog, nel testo di una canzone, su una agenda e via dicendo…true story

  7. bumpyescape ha detto:

    Wow..
    Quello che ha rifiutato lei magari fa invidia ad un’altra che tu non vorresti mai e magari poi lei un giorno rimpiangera’ tutto questo, ma sara’ tardi perche’ tu starai scrivendo ispirato da quell’invidiosa che non avresti mai voluto ma che con dolcezza sara’ riuscita a farti capitolare….

  8. vince2006 ha detto:

    Mah in realtà penso che noi abbiamo seri problemi con quello che vogliamo. Non penso lei abbia molte colpe. Magari qualche parola in più, ecco. Ma alla fine una storia deve essere l’unione di due vite che hanno una propria traiettoria. Succede che queste non combacino. Poi te lo dico, peggio per lei. Ma voi donne sappiate che quelli che pensano certe cose sono ad un soffio da voi. Rallentare l’opera instancabile del vostro cervello pullulante di neuroni può aiutare 🙂

  9. vince2006 ha detto:

    a me piace più la metafore delle linee che si incontrano e viaggiano in parallelo. Danno l’idea del movimento.

  10. lupus.sine.fabula ha detto:

    Difficile staccarsi dal passato e dall’amore. E’ lei la tua maledizione.
    E’ lei ciò a cui penserai per tutta la tua vita, anche quando arriverà qualcosa di nuovo. Finisce sempre così, credimi, lei resta consciamente o no il metro di paragone con cui confronterai tutto il resto, e forse anche te stesso.
    Le cose troppo amate o troppo odiate restano dentro, un brandello di dolore e di insoddisfazione che nemmeno il vino sa annegare.

    • vince2006 ha detto:

      Grazie eh. Molte grazie. Un po’ di ottimismo è ciò che ci vuole 🙂 Be, difficilmente si dimentica qualcosa del genere ma in questo caso è più il rimpianto per ciò che non ho avuto che il rimorso per quello che ho perso. Ora è difficile da spiegare. Molto difficile. Forse semplicemente impossibile. Il rischio che mi hai gentilmente proposto esiste, inutile negarlo ma non posso essere del tutto pessimista. Non so chi incontrerò sulla strada. Nei meandri più lontani della galassia potrebbe esserci qualcuno che potrebbe rimettere in secondo piano questa persona. Ottimismo
      …..il problema è che per mia natura non sono ottimista e questo è un bel problema.

  11. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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