Non studiare le mie gocciole

Lo so, prima o poi eminenti scienziati studieranno la mia colazione. Si ritroveranno in circolo intorno a me con le loro cartelline, con gli occhialini da aggiustare delicatamente sui nasi aquilini, i camici bianchi lunghi fino alle caviglie. Io, in evidente imbarazzo, continuerò nel mio esercizio quotidiano. So che la prima domanda, nei loro cervelloni formati da anni di ricerca e di studi, sarà: “Ma perchè sia il caffè che il cappuccino?” No, ma davvero, è un problema? Semplicemente perchè so fare tutti e due. Poi li vedrò guardare quasi disgustati la mia tavola: fette biscottate al malto d’orzo, marmellata alle fragole, marmellata alle pesche, marmellata alle arance, biscotti gocciole pavesi, biscotti gocciole pavesi scure. Cioccolate varie sono per sicurezza nella dispensa. La nuova domanda che affligerà gli eminenti scienziati sarà: “Ma non sei a dieta?” Sì, esimia testa di cazzo. Ma nella colazione mi voglio sfondare il colon, va bene? Ce lo siamo comprati insieme? Hai una partecipazione azionaria al mio esofago? Ci prenderò gusto e dopo aver steso la marmellata di fragole e pesche sulle fette biscottate, esagerando, farò un panino con i due tipi di gocciole con al centro la marmellata di arance. Vedendo il loro sguardo disgustato immergerò quella…”cosa” nel latte. Masticherò in maniera rumorosa per essere fastidioso e poi se faranno facce strane aprirò pure la bocca.
Io odio essere guardato quando mangio. Ogni cosa diventa disgustosa. E’ vero, il mio primo pasto è particolare e rinomato, chiunque passi da questa casa se la ricorda ma solo perchè è buono. Tutti a chiedermi di fare la schiuma per il cappuccino, di preparare il caffè. tutti pronti a chiedermi questo o quel biscotto. Perchè dovrei sentirmi come uno sciacallo davanti alla carcassa di una zebra in avanzato stato di decomposizione? Dai, spiegamelo. E poi io la mattina non connetto. Non puoi mica spararmi 3.000 parole al minuto e sperare che io ti capisca. Non ti capisco normalmente. Il mio coinquilino fa anche battute “simpatiche”. Potrei simpaticamente gettarlo dal balcone, no? Fatemi riacquistare contatto con il mondo. Già normalmente è difficile, figuriamoci senza una dose massiccia di zuccheri che mi vaghi come ubriaconi irlandesi per le vene. Quando avrò la giusta riserva nel sangue potrò nuovamente essere al mondo come una canna nella palude e non capirci nuovamente un cazzo. Sì, sono una canna che non capisce molto. Be, che puoi pretendere da una canna. Se fossi stato migliore avrei potuto essere un pioppo ma sono solo una canna sbattuta dal vento.

Ps
Che qualcuno mi spieghi perchè dall’illuminismo in poi si usa sempre questa similitudine con la canna. Tra l’altro ora è fraintendibile. Si pensa subito ad una cartina e alla marijuana No dai, davvero, non potrei fare la parte del grano. Ma sai che figo? come? ah già, Gesù Cristo l’ha già usata. La quercia? No. Il cactus? Mhh. Va be, ci penserò.

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4 risposte a Non studiare le mie gocciole

  1. semprevento ha detto:

    Lì per lì pensavo che tu non volessi che noi ri studiassimo…
    o quantomeno tentassimo di capire cosa ti passa per la testa!!!
    ma che studi hai fatto? o stai tentando di portare a termine 🙂 ….?
    mmmh non saprei, sei un po’ complicato nello scrivere…
    pensi ad un sacco di cose tutte insieme.
    però la cosa bella è che ti trovo esilarante ….mi metto anche in posa concentrata
    per entrare nel tuo mondo!!!
    Quello che ho capito è che sei un goloso! ..e pure a me piace il latte e caffè…
    quei 10 minuti a guardare il mondo che si sveglia sono come un rito a cui rinuncio raramente.
    Mi innervosisco, altrimenti.

    Per il resto , che vuoi che ti dica?
    Mica sarai uno strizzacervelli?????
    uhm…improbabile…ma sai ultimamente non azzecco manco una virgola!
    vento

  2. vince2006 ha detto:

    Ahahahah e infatti non c’hai azzeccato. Mi sto specializzando in giurisprudenza. In effetti, anche se divertente, questo post mi sembra poco ispirato. Escono fuori così, però. Non posso decidere. L’ho scritto dopo la colazione. Credo che il mio coinquilino (o mio fratello) mi abbia guardato storto (il panino con le gocciole effettivamente può colpire), forse per sfottere, è una cosa che odio. Voglio mangiare in pace. Almeno quello.

    • semprevento ha detto:

      aaaaaaaaaah ecco la parlantina da dove viene!!!
      un’altro avvocato!!! essssantalò!!!
      ne ho conosciuti parecchi…avevo la mia attività vicina al tribunale…una processione di ragazzotte/i a farsi i calli, insoddisfatti e nevrotici…gli avvocativeri, quelli son da strozzare( quasi tutti)…ma a parte il mio giudizio un zinzillino negativo ma buono tutto sommato…ehehehehh, abbiamo bisogno di voi!!!
      ..però come giudice prometti meglio…secondo me!

  3. vince2006 ha detto:

    Io però non penso che finirò a fare questo lavoro. Certo, non posso escluderlo ma ad esser sinceri non mi ispira

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