Storie piccole piccole

Su Twitter, qualche tempo fa, iniziai a fare un “giochino” creato da Scuola Holden: scrivere “storie” in 140 caratteri. Per uno che scrive è una sfida niente male. Ho scoperto, tra l’altro, che utenti come @micronarrativa lo fanno quasi professionalmente. All’inzio era bello scrivere e interagire con gli altri appassionati del “giochino”. Ora, la scimmia pazza sulla spalla mi è rimasta. Ogni tanto il mini universo contenuto in un tweet mi scappa. Esce fuori all’improvviso. Ne raccolgo qualcuno qui, tanto per gradire.

La palla lasciò il dischetto, piano. Non arrivava mai. L’urlo della folla anticipò il morbido gonfiarsi della rete dietro la sfera

Aveva il sole in viso, io cicatrici addosso. Vissi, ma delle mie mille città perdute non rimangono fiamme ad illuminarmi gli occhi

Lei piangeva nel letto. Suo figlio arrivò dall’altra stanza per abbracciarla. Fuori il mondo, imperterrito, continuava a girare

Sveglia, grattatina, televisione, carne scaduta e di nuovo a letto. Ho avuto giornate migliori. Per forza uno deve sperare nel domani

“Mi rimpiangerai” disse lei. Lui, con una faccia costernata, continuò a sorseggiare il suo mojito giocando con la cannuccia. Bastardo

Il primo lavoro dopo 10 anni di galera fu ad un congresso. Tutte donne bellissime. Non disse una parola. A casa pianse tutta la notte

“Mi vuoi sposare?” Lei esultò con un sorriso che gli parve beffardo. Lui si pentì in 3 secondi e mezzo. Nuovo record mondiale

Lei si tuffò. Io no, non sapevo nuotare. Gli schizzi che mi arrivarono come gocce di vergogna evaporarono sul corpo bollente di rabbia

Ricordo di aver vissuto quando, discolo, corsi a nascondermi tra gli aranci. Il tramonto era mio alleato e la notte non mi spaventava.

Respiro. Tuffo. Fondo del mare. Uscendo la vidi passare in barca. Ci sfiorammo con gli occhi. Ci amammo e ci perdemmo al primo scoglio

Il nonno gli venne in sogno: “E i numeri?” Ma il tapino non sapeva della sua morte. La triste notizia quasi lo uccise. Un’altra volta.

Non avevo mai letto Borges. Poi trovai l’Aleph in soffitta e divenni lui, suo padre e quattordici generazioni di poeti precedenti

Per i bimbi era solo il vecchio nonno addormentato su una sedia. Per l’anima di un tedesco uno a cui rendere conto di un proiettile

Fa sogni strani: città che viaggiano nel vento, coriandoli dorati su isole segrete in festa. Non ha mai viaggiato ma gli va bene così

“Non crederai a queste storie?”Era l’unico del paese che ancora non ci credeva. Evitò altri pettegolezzi e la lasciò ai suoi 12 amanti

Se ci ripensa non ci crede. La vide volare, davvero. Il rossore sulle gote e via. E pensa che le disse ti amo e non il solito strega

Alla fine della giornata aveva sottolineato solo 4 righe. Lo studente non poteva che essere soddisfatto: “E’ andata meglio di ieri”

Il negozio di cristalli della madre saltò in aria. Fu lui l’artefice. Sentirsi dire a 30 anni: “Mario, non toccare niente!” Fu fatale.

Tra le bancarelle, una di fronte l’altra, era guerra. Volavano arance ed epiteti. La gente del paese guardava divertita

Rubò 4 pesche e scappò. Il proprietario lo rincorse inutilmente. Era già su un tetto con Mari a contare le nuvole spumose nel cielo

Acquistò una chitarra ma gli dissero che l’aveva pagata troppo. Tornò indietro e gliele suonò. 2 settimane di prognosi riservata

Il boia non se ne capacitava. L’ultima sigaretta durava ormai da due giorni. Aveva una voglia di vivere quel tipo che contagiò pure il tabacco

“Untitled one dei Sigur Ros fu un bel sottofondo per dirsi addio. Ballarono con le rose sul pavimento e le lacrime di lei sulla sua camicia”

“Non trovò il coraggio di parlarle. Al capolinea la vide svanire insieme a 4 figli, la casa al mare e una vecchiaia vissuta mano nella mano”

Viva, Maria, parlava coi morti e per questo iniziò a farsi pagare. Il cielo non gradì e ora anche lei parla dall’altra parte del sogno

Ugo impazzì e tutti lo dimenticarono ma un giorno iniziò a predire le morti e scoprì che la strada per il rispetto passa per la paura

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Una risposta a Storie piccole piccole

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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