Blog sugli scudi

Che poi, essere un blogger, che significa? Io lo sono? Cioè, una volta scrivevo un post ogni numero rosso di calendario. Ora sembra rinata questa voglia di aggiornare questo agglomerato di deliri. Veramente, a questi livelli, non ero mai arrivato quindi non si può parlare di rinascita. Sto addirittura riflettendo sull’apertura di un altro a tema. Una di quelle cazzate su qualcosa in particolare. Si lamentano tutti ma a me sembra che l’idea di blog sia viva e vegeta e se i social networks ne hanno oscurato l’entità per qualche anno ora, prendete me che trasmigro da quel mondo, bisogna prendere atto di questa ripresa. Io facebook lo sto abbandonando. O meglio, scrivo uno stato ogni tanto ma le interazioni con gli altri sono terribilmente diminuite. Io sono uno di quelli che vedeva un aspetto “serio” nei social. Lo scambio, il manifestare idee che si reputano importanti, il condividere contenuti che pensi siano importanti, dalle canzoni, alle citazioni, ai video di un certo tipo. cose che forse non puoi fare qui. Qui preferisco scrivere cose che vanno dosate, assunte con cura e saggezza, frasi che necessitano del giusto peso e io, nello scriverle, non posso che dedicare un minimo di riflessione. Una riflessione che mi porta a scrivere un post ogni due giorni o al massimo uno. Certe cose non vengono fuori ad ogni ora, è cosi. E poi qui c’è gente che è disposta a condividere con gli altri parti di se con una certa importanza. Cosa che non succede più nel mondo illuminato della luna. Magari non interagisco molto perchè devo fare i conti con la mia accidia ma è bello cliccare sui tag e scoprire qualcuno simile a te o almeno che come te prova una specie di piacere nel lasciare qualche riga su un post. Chi, su Facebook, mette le note su quanto si è tristi, pronti a non perdonare e altre sciocchezze non ha mai tempo per riflessioni “da blog”. Io, d’altronde, non l’ho mai fatto. Non ho mai pubblicizzato questo blog sul mio profilo. Mai. Su twitter lo faccio. La costrizione dei 140 caratteri mi piace. Non ci si può sbilanciare e finisce che seguo chi, data la pochezza dello spazio utile per esternare qualcosa, scegli di condividere cose sagge, divertenti, utili, interessanti. Insomma, lo scrivere mi da piacere. Nonostante la manifesta deficienza delle mie parole, l’inutilità di alcuni temi, la sciagurata scelta di scrivere di getto senza fermarsi a rileggere con attenzione. Eppure rileggendo post di qualche mese fa ho sorriso. Tutto si può dire a questo blog ma non che nella sua disordinata essenza ci sia un’immagine molto rassomigliante alla mia anima. Forse lo vedo solo io, probabile. E chi legge, come giusto che sia, vede qualcosa che in occhi diversi muta totalmente. La scrittura è questa però. E’ senza forma come l’acqua. Prende quella del contenitore in cui si va a depositare.

Una letta veloce a questo post l’ho data. Mamma mia che autoreferenziale puttanata.

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2 risposte a Blog sugli scudi

  1. Cerchidifumo ha detto:

    già…Io anche sono una creatura sociale però in ogni senso. Sia col pc che senza pc. FB sinceramente lo usavo molto fin quando avevo una persona importante che amavo ma che era lontana, così mi divertivo a mandargli le foto e bla bla bla.
    Sparita questa persona dalla mia vita (FB compreso) il mio profilo è rimasto parcheggiato. Non scrivo più niente di importante. Non mi diverte nemmeno condividere le canzoni perchè tanto erano tutte per “quella persona”, mi interessava che le ascoltasse lui. Il blog però non l’ho mai trascurato. Da quando l’ho reso publico non c’è giorno o non passa più di una settimana che non abbia qualcosa da scrivere. Mi piace scrivere. Tanto, troppo. Non solo sul pc. Ho blocchi e fattoletti svolazzanti imbrattati coi miei pensieri… Credo che “i blog” avranno sempre lunga vita; quantomeno finchè ci saranno persone che hanno la necessità di scrivere qualcosa e desiderino che tutti la leggano.

  2. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

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