Da qualche parte si ritorna

Ciao blog
Qui c’è poco da fare. Il vento ha spazzato via giornali, foglie e anche un po’ di pensieri sporchi di non so che schifezze. Ho trovato un albero di una decina di metri spezzato, steso per intero al suolo. Meglio a lui che a me, sorry bro. Eppure era alto 10 metri. Cavolo, e poi mi lamento, succede anche ai migliori di sentirsi giù. Questa era pessima, non sono sicuro neanche di averla capita. E l’ho detta io, figurati. Mi dispiace, non ho mai detto che sarebbe stato facile essere il deposito delle mie cazzate. Beccati quest’altra stronzata in silenzio. Tu hai una visione di insieme, blog. Forse tu puoi capire. Mi piacerebbe se qualcuno andasse a ritroso per questi post ed esclamasse: “Vi, ho capito. Ci sono”. Wow la prenderei per mano e la porterei (qualcuno ha detto che era donna? Be per l’uomo basta una virile stretta di mano e una birra al pub ogni tanto, no?) a surfare su qualche vulcano, o a passeggiare su quella spiaggia ventosa. La proteggerei con una giacca comparsa all’improvviso e il vento, come in un film di Fellini o non mi ricordo di chi, coprirebbe le parole. Qualcuno, qualche metro più in là, non capirebbe ma vedrebbe solo due che ridono. Non ho finito i posti, solo che ora non me ne vengono in mente altri. Certo, c’è sempre la campagna di mia zia al tramonto. Ti ricordi blog? Una volta ti dissi che ero lì (io sono lì). All’epoca ti avevo quasi abbandonato. Hai visto la vita? che ti dicevo? Tornerò. alla fine sono tornato. Forse ti abbandonerò di nuovo, un giorno, e dopo un po’ ti riprenderò tra le braccia per lanciarti pezzi di anima come si fa con la carne ai cani. Non ti offendere, l’anima è la mia, va peggio a me. Bene, dicevamo, potrei portarla lì a guardare i monti che splendono al tramonto. Potrei dirle: “Guarda, io sono sempre stato qui. Bastava cercare” Poi si potrebbe entrare nel forno come in una porta su un altro mondo e come in una litografia di Escher (che ti ricorda?) potremmo ritrovarci in una strada lunga e sconfinata in una giornata piena di nuvole malinconiche e perciò così bene stampate nei suoi occhi e nell’anima mia o in quello che ne resta. Sarebbe bello blog. Come sempre. Chissà che un giorno, in quella strada, qualcuno ci prenda a fare autostop e sul retro di un pick-up raccontare una delle mie stupide storie potrebbe sembrarmi qualcosa di vagamente rassomigliante ad una specie di vita o qualcosa del genere. Qui è tardi blog, vado a dormire.

Ps Hai visto, un’altra foto di una strada. Sembra davvero una litografia di Escher. Qui mi sembra di esserci già stato.

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3 risposte a Da qualche parte si ritorna

  1. icittadiniprimaditutto ha detto:

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. semprevento ha detto:

    …sei un personaggio singolare, fortunatamente.
    Grazie per esser passato da me e siccome hai lasciato un commento diverso dal solito commento
    mi son chiesta chi tu fossi..e qui mi fermo a scrivere perchè parli di vento, di mare, di spazi e di risate.
    ma non solo…non sapevo chi fosse il tipo citato Escher e sono andata a curiosare
    http://www.occhionudo.it/word_note_escher.html
    mi piace scoprire anche se richiede tempo e applicazione.
    il dialogo che hai col tuo blog mi piace …io son più normale…romantica e scontata….ma posso starti dietro…sorridere e tentare di capire , per quanto sia possibile il tuo modo di scrivere.
    Non sei costretto a seguirmi, sia chiaro… una cosa che purtroppo si ripete continuamente è quello scambio di saluti : io vengo da te se tu vieni da me.
    Non sei costretto con me…assolutamente.
    a me farà piacerissimo seguire le tue avventure …il tuo dialogo con il blog mi piace…
    Insomma adesso vado a portar fuori il mio cane…
    buon proseguimento…
    vento

  3. vince2006 ha detto:

    Grazie del commento. Fantastico. Anche questo non è molto usuale. Be, neanche a me piacciono i saluti da blogger. Se qualcosa mi ispira cerco di scrivere un commento “costruttivo” e visto che da un po’ di tempo ho aumentato il tempo che spendo qui dentro sono alla ricerca di cose interessanti. Ho trovato il tuo blog che mi ha colpito, come quando sei in giro in bici, in moto, in macchina, ecc e ti fermi perchè un paesaggio o un’mmagine merita un’attenzione particolare. Una foto, magari oppure ti ispira una poesia o un testo. a me capita e lo faccio anche con i blog. qui è più facile perchè puoi iscriverti 😀 te lo ritrovi sempre quindi. E come a Roma ritorno sempre a salutare il faro del gianicolo tornerò a vedere cosa scrivi e commenterò se avrò qualcosa di decente da dire.
    Su Escher avevo scritto un post qualche giorno fa e l’immagine del post descrive bene l’idea che ho espresso pure qui (https://vince2006.wordpress.com/2011/12/21/un-buon-architetto-per-lanima-e-uno-famoso/).
    Sarò felice se tornerai e cercherai di capire. L’impresa è ardua. già sono disordinato di mio poi questo stile arruffato nella scrittura mi piace e insomma il delirio prende facilmente il sopravvento. Ma ormai qui ho deciso di scrivere così. Quando guardo dentro vedo un sacco di casini, pensieri messi alla rinfusa, rumore, chiasso, idee una sopra l’altra e attorcigliate come fili. E’ tutto confuso, ma mi piace. Se qualcuno ha da ridire posso fare il paraculo e dire che è semplicemente un esercizio di stile. forse è così o forse è come quando dico a mia madre che nel disordine ritrovo tutto. Non lo so. Se trovo una soluzione finale te lo faccio sapere.
    Una carezza al cane da parte mia.
    Vi

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