Preso per culo da un blog

“Magari parla di te”
“Blog, non prendermi per il culo. Senza che ridi ora. Sei consapevole che non si capisce niente in questa situazione? Altro che fraintendere. Qui posso confondere catene montuose per pianure. quindi lasciami nel mio brodo a cuocere lento. Che poi, alla fine, scrivo tante cose belle. Qualcosa di positivo c’è. Non dovrei pensare ad altro. Sembra facile, no? Per sicurezza mi accontento di guardare il mondo con gli occhi di chi ha rimpianti. C’è solo da guadagnare…e poi i rimpianti sono solo un’illusione. Ne vale sempre la pena e il rischio di guardare indietro con nostalgia è un qualcosa che muove le stelle.”

Ogni rimpianto, di solito, ha riccioli nero corvino.
Di solito cadono armoniosi sulle spalle
come il manto della notte copre
la rossa agonia del tramonto. Hai presente?
Io di solito li guardo con rancorosa solitudine
come chi ha cavalcato una cometa lucente
che è sparita dietro nebulose troppo lontane
per essere guardate con occhi umani.
Confondo i miei rimpianti con le stelle cadenti
ma la luce brilla troppo poco per finire
bruciata in mille fuochi ardenti.
Chi è entrato in una città sacra agli Dei
non assapora né campanili né minareti lontani.
Rimane a quei cancelli dorati
gridando di voler entrare
ma il silenzio è buon guardiano.
Rimane a guardare lontano
le mure che sbiadiscono
aldilà della foschia.

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