Solite storie

Amatissimo blog. Eccomi qui a raccoglierti nell’oblio internautico dove consapevolmente ti lascio. Sai, scrivere un diario è triste e scrivere un messaggio in una bottiglia preclude un mare che ora non voglio vedere. Preferisco farti vagare così, tanto siamo solo io e te. Da questa parte della luna è sempre la solita storia. Le donne hanno il volto scuro come la notte e ben si guardano a farsi vedere alla luce. Naturalmente non tutte. Le altre sono quello sfondo che cambia e che non ti riguarda. Il resto è il mondo: il solito. Lottiamo centimetro per centimetro per mandare avanti quel baraccone che si chiama vita. Io sono ben organizzato su questo lato di luna ma c’è chi ha sempre la premura di ricordarti regole che tu non hai concordato e che possono essere anche tralasciate ma a costo di non esser giudicato bene nel lato illuminato del satellite. Ma dico io, amatissimo blog, è sti gran cazzi non ce li mettono mai? Torna a vagare blog, tornerò  ad innaffiarti con le mie cazzate senza senso che tu cogli benissimo. Ci incontreremo tra una galassia e l’altra a vagare senza meno. Se incontri un’esplosione degna di nota, o qualche tempesta magnetica avvertimi che poi la guarderemo insieme. Io porterò i pop-corn.

Con l’usuale, strafottente e surreale inconsistenza e stima
Vi

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