Più che altro, notte

Scuotimi.

Nel giallo sbiadito di una lampada

ho già compiuto le necessarie omissioni.

Nella vellutata carezza di un’auto che passa
ad un asfalto consumato e lontano

ho già pianto il mio non essere nomade

e maledetto le mie catene d’aria impalpabile.

Il mondo è un quadro e la finestra è la cornice

e cosi, appeso, rimane il sogno schizzato

di qualche altro poeta

L’ho pubblicata qualche giorno fa su Dartagnan.ch. Mi piace molto, descrive perfettamente il "rapporto" che ho con la mia finestra. Affacciarmi spesso mi regala un istante di tranquillità. Aiuta a liberare il pensiero che si scuote tra le quattro mura… ma più che altro mi ricorda che c’è un mondo fuori. Un mondo che, a volte, vorrei percorrere centimetro per centimetro. Invece rimango chiuso in una stanza e quel bellissimo squarcio di Roma sembra un quadro. Bellissimo, ma disegnato da altri, vissuto da altri. Forse è il periodo, anzi, è proprio quello. Maledetto studio

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