San Lorenzo….ahimè, San Lorenzo

Ma possibile che non ho mai parlato di San Lorenzo? No?! Ma è incredibile. Se chiedete informazioni di me ai miei amici vi risponderanno: "E’ alto, bello, con il pizzetto, intelligente, simpatico e si è ubriacato a San Lorenzo" Si esatto, un San Lorenzo di qualche anno fa mi sono mbriacato potentemente. Qual è il problema? Be che quel giorno per me è come un marchio a fuoco per una vacca. Ogni tanto vito detto harley dj mi ricorda ridendo come un ebete: "vince, ti ricordi quann t si mbriacat?" e io "si vito e cmq non lo dimenticherei visto che me lo ricordi ogni settimana a scadenze regolari" Ma che palle!!! Non potete capire quanto può dare fastidio quando i tuoi amici parlano di una cosa che ti riguarda per farsi quattro risate senza valutare minimamente se tu provi qualche imbarazzo. Niente di niente. Oddio, fu molto spettacolare quel giorno. Era l’estate tra il quarto e il quinto liceo, anni luce ormai. Come al solito il caro e vecchio alcool non scarseggiava(ancora non eravamo arrivati ai cocktail preparati da noi che ora contraddistinguono i nostri falò). All’epoca avevo una cotta per una ragazza di cui non faccio il nome. Anzi no, dirò il soprannome con cui la chiamavamo: Sorella brambilla. Perchè questo nome? Una storia lunga, dovrei spiegarvi chi sono le due sorelle brambilla e ci impiegherei una vita a spiegare che prima mi piaceva una e poi l’altra…un casino, fidatevi. Insomma quel San Lorenzo la vidi con uno(in realtà sbagliai persona, non era lei). A quel punto presi la decisione che prendono molti "malati di cuore"…annegare i dolori nell’alcool. siiiiiiiiiiiiiiii. Tra le innumerevoli birre, lasciate disordinatamente nella sabbia, c’era lui, lo zio rum. Guardai da lontano quel bacardi bianco. Le birre erano come le ragazze facili: ti soddisfano un attimo ma poi ti accorgi di aver bisogno di qualcosa di più forte. Non volevo la sveltina, volevo la notte di passione; non volevo guardare da lontano bacco, volevo la sua corona d’uva tra le mani. E cosi, deciso, evitando le domande dei miei amici, presi quella bottiglia di bacardi. La perdizione era tra le mie mani, l’oblio totale in quella bottiglia. I miei amici mi guardavano dubbiosi, continuavo a guardare con cupidigia il rum cubano, l’accarezzavo, la guardavo in silenzio. Ad un certo punto, tra lo stupore generale, levai il tappo e bevvi quasi tutta la bottiglia a canna. Il rum scendeva con violenza e io sentivo come un fuoc invadere l’esofago. Il bruciore era devastante ma armato di sana incoscienza mandai giu, con gli occhi chiusi. Il bruciore diventò dolore fisico. Quei pochi secondi sembravano eterni. Staccai le labbra dalla bottiglia regalando ai polmoni un po di aria pulita dopo tutto quel fuoco. Riaprì gli occhi e vidì gli occhi increduli dei miei amici. Io con quello sguardo da figo, lo sguardo di chi dice: "siiii, lo so che è  na cazzata ma avevo voglia di farla sta cazzata, volevo sbagliare per una volta, voglio perdere ogni inibizione" Non sapevo all’epoca che me ne sarei pentito. Sapevo però che la mia sobrietà avrebbe retto ancora per poco. I miei amici dissero:"vince…sei impazzito" e io "forse". Che sensazione strana, ero sobrio ma sapevo che sarebbe durato poco. L’alcool, come un veleno, stava facendo il giro del mio corpo. Piano piano iniziai ad avere la vista offuscata ma gli altri 4 sensi e la ragione erano ancora al loro posto. Gli occhi dei presenti ancora puntavano sulla mia espressione sicura, da duro, da "fammi fare a me, me la vedo io" Iniziavo a barcollare, mi stesi sulla sabbia, ma sentivo la ragione ancora dalla mia e mi dicevo: "Hai visto vince, resisti bene all’alcool…cazzo, era una bottiglia di rum quasi, ma stai resistendo". Passarono altri 5 minuti, guardavo il cielo. Steso sul mio telo da mare la mia espressione da duro scomparve, cambiava lentamente. Guardavo le stelle e tutto ad un tratto….mi misi a ridere. Di cosa? Di niente. I miei amici chiesero: "vince perchè ridi?" e io non riuscivo a rispondere perchè le risate mi toglievano il respiro. I ragazzi iniziavano a capire cosa succedeva, anche io pensavo che la ragione mi avesse abbandonato…fino a che, l’imponderabile avvenne. Smisi di ridere, per un attimo tornò l’espressione seria. Mi alzai, guardai i miei amici e feci ciò che mi condannò definitivamente, ciò che ancora oggi pago tra mille sofferenze. Con le dita della mia mano, delicatamente, feci un gesto veloce, mi toccaile labbra e dissi: "aaabrrrrrrrrrruuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!!!!!". I miei amici scoppiarono a ridere. Li la prova che la ragione vagava per i campi del regno di bacco era evidente. Ed iniziò lo show: iniziai a rottolarmi nella sabbia, a lanciarla in aria e posando le dita sulle labbra a gridare: "abbbbrrrrrrrruuuuuuuuuuuuuuuuu" Sentivo parlare mio cugino e dicevo: "sento la tua voce in ritardo…ecco, ecco, ti ho sentito solo ora" e mio cugino " ma ho parlato solo ora"…"ah". Peggiorò anche la situazione. Persi i sensi, cominciai a vomitare e……ehm….a rottolarmi…ehm, si insomma avete capito, a gridare nel sonno cose assurde. I miei amici continuavano ad aggiustarmi e io puntualmente mi rigiravo lanciando asciugamani e maglie in giro per la spiaggia. Intervenne la pioggia a fermare lo show. Mi portarono a casa. Ebbi il tempo nel parcheggio di farmi accarezzare da una ragazza che disse: "poverino" non curante dello schifo che mi circondava: sabbia, alcool e…ehm lo sapete. Arrivammo a casa e mio cugino, mio fratello e un mio amico cercarono di portarmi in silenzio nel letto, senza far svegliare i miei. Problema…mio padre era gia sveglio. Venne lui ad aiutarmi, aprendo gli occhi dissi: " e tu che fai qui?" "sono venuto a prenderti" e io" e vai, yahoo". Scesi le scale con mio padre che mi teneva con un braccio sulle sue spalle. Ma il mio show non poteva finire cosi. Mancavano gli ultimi due fuochi d’artificio. Mi girai verso mio padre e con il dito indice teso sulla bocca dissi:"shhhhhhhhhhhhh fai piano che poi ti svegli papà" e gia lì mio padre voleva ridere. Ma il massimo fu quando, mettendomi sul letto, per sbaglio urtai l’armadio fortemente con la testa. Mettendomi una mano sul capo dissi: "mamma me ce vient staser(mamma mia che vento stasera)" mio padre non riuscì a trattenersi e rise tanto da far svegliare mia madre e l’altro mio fratello. Lo show finì cosi quella sera ma in realtà non è mai realmente finito. Quasi ogni giorno qualcuno mi ricorda qualcosa di quella sera e come una condanna, ogni volta, lo show torna in scena.
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6 risposte a San Lorenzo….ahimè, San Lorenzo

  1. Miriam ha detto:

    machissene

  2. Giuseppe ha detto:

    mah, che dire, innanzitutto
    IO C\’ERO!!! (ovviamente… sono il cugino che vince sentiva in ritardo, e il cugino che lo ha portato dentro)
    e ti giuro, ringrazio Dio tutte le volte, perchè quella sera mi hai fatto letteralmente morire dalle risate.
     
    una cosa però non mi ricordavo, il fatto che alla fine quella che avevi visto non era la brambilla ma un\’altra, non me lo ricordavo (c\’è da dire che anche io non ero propriamente sobrio) ricordo però distintamente gli 8 bacardi breezer bevuti col buon vecchio rusile che a forza di "dai, ti offro un bacardi" "no dai adesso tocca a me, me ne hai già offerti 2" "non fa niente tu paghi i prossimi 3 allora!" (O_ò) iniziarono a farsi sentire oltre alle varie birre e cocktail trangugiati alla grandissima quella sera.
    aggiungerei però alcuni particolari che forse tu non ricordi.
     
    1) oltre a rotolarti nella sabbia e nel tuo …ehm, hai capito, ti rotolavi anche nel MIO telo da mare della Ferrari, praticamente eri diventato una cotoletta impanata (piccolo OT, lo stesso telo da mare qualche anno dopo subirà la stessa sorte ad opera di valerio, se ti ricordi…, mi sa che quel telo non lo porto più a san lorenzo…^___^)
    2) oltre a dirmi che mi sentivi in ritardo, chiamavi a raccolta tutte le persone del gruppo, del tipo, "nick, giusè, venite quì", e io e nick venivamo li, e tu "vi voglio bene", e noi "lo sappiamo vi, lo sappiamo, dormi un pò", "no aspè, enzo daniele rusile venite, vi voglio bene", roba di un\’oretta abbondante tutta così
    3) immaginate la situazione, io, ai tempi ventenne, vi 18 e nick, il fratello 15! bene oltre a dover cercare di badare in parte per quello che si riusciva, a vince, dovevo tener d\’occhio il fratellino quindicenne e pazzo, se possibile più del fratello maggiore, che aveva istinti emulatori nei confronti del fratello, memorabile la scena in cui mi avvicino a nick, vicino al falò, e lo vedo con un bicchiere in mano, con un liquido completamente trasparente, e gli chiedo "nick, cosa stai bevendo?" "acqua" "ah, ok, c\’è solo un problema" "cioè" " noi non abbiamo portato acqua" "ah…" "passa un pò il bicchiere…", presi il bicchiere in mano, il solo avvicinarlo alla bocca a momenti mi faceva …. morale, il pischello aveva fatto un cocktail a base di Gin e Rum (e forse anche un pò di tequila) tutto rigorosamente secco, senza la minima ombra di un\’allungante, che so io, un succo, una coca, niente, rum e gin puri, rovescai il contenuto del bicchiere sul falò che fece una vampata allucinante, guardai nick e gli dissi "e tu volevi berti quella cosa?" "effettivamente non era gran chè" O_ò
    4) verso le 4 di mattina hai iniziato finalmente a dormire, tranquillo, beato, sembravi un angioletto, a parte quando ti mettevi appena appena sul fianco, ruttavi e… ehm, hai capito, per il resto, una pace, si stava da Dio, poi, all\’improvviso… la pioggia a disturbare la nostra quiete, io ed enzo molliamo li la roba (compresa una teglia di pizza ancora intonsa… ci volevamo fare colazione la mattina sigh…) ti caricammo e ti portammo vicino alla macchina, uno sforzo sovrumano, una roba allucinante, a parte che eri ricoperto di qualsiasi cosa c\’era sulla spiaggia quella sera (credo tu ti sia rotolato ovunque quella sera), ma soprattutto sembravi un invertebrato, non riuscivi a star su, ti adagiammo delicatamente su di una panchina e andammo a cercare un caffè. andammo in uno dei lidi e chiedemmo un caffè nero per farti rinsavire, visto che ti dovevamo portare a casa, il tipo ci diede il caffè dicendoci "appeno lo ha bevuto allontanatevi subito!" O_ò e che cazz è!, cmq, il caffè non fece l\’effetto sperato, ti caricammo in macchina e ti riportammo a casa.
    5) arrivati davanti casa dovevamo metterti le scarpe, perchè ovviamente in spiaggia stavi senza, deputati all\’impresa, io e rusile, mentre nick apriva la porta, memorabile rusile, "vince, se non tieni fermo il piede te lo stacco e te lo infilo su per il….", alla fine rinunciammo e ti facemmo scendere dalla macchina senza scarpe, che poi ti infilammo in qualche modo, da quì in poi, la leggenda…
     
    Grazie ancora ^_________^

  3. Vincenzo ha detto:

    Brividi!!!!^^ Grazie a te Pe\’

  4. Giuseppe ha detto:

    a quello, indimenticabile per molti versi e a tutti i prossimi san lorenzo che festeggeremo, e ovviamente, ALLA NOSTRA CUGINO
     

  5. Nanna ha detto:

    ogni volta che rileggo questo post rido fino alle lacrime…io nn c\’ero, ma questa storia l\’ho sentita così tante volte e così tanto nei particolari che è come se fossi stata li quella sera… ricordo la mattina dopo quando chiamai a casa tua e tuo fratello e tuo cugino iniziarono a raccontare… 🙂 chiamami stronza ma avrò riso per l\’intera giornata… e ancora ora continuo a ridere ripensandoci… grazie vi per quella sera che rimarrà per tutti noi e a lungo un ricordo di gioia e spensieratezza… Marianna

  6. Vincenzo ha detto:

    N gula a te……..sarà p te spensierato e gioioso il ricordo. Per me mica tanto

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