La vecchia malefica

Avete presente la parola "ritorno"? Comporta sempre un rientrare in uno schema preciso di idee. Ritorno a casa? Allora famiglia, letto comodo, finalmente buon cibo, riposo, tranquillità, nullafacenza e cose del genere. Ritorno all’ università? Allora studio, letto scomodo, servizi, bollette e altre responsabilità. Il viaggio di ritorno a casa o a Roma per l’università è la porta per un determinato modo di vivere: sanguisuga tranquilla o depresso da studio(va be senza esagerare). Ogni viaggio in pullman dovrebbe essere tranquillo per l’importanza che richiede. Se, infatti, tornando a casa, il viaggio va male, è normale che una volta a Roma l’idea di "ritorno a casa" si affaccerà mal volentieri nei pensieri. Stessa cosa per un ritorno nella capitale, anche se si rimpiangerà il dolce far niente di casa. Be tra i tanti "ritorni" memorabile rimane uno del primo anno a Roma. Era uno dei primi viaggi in assoluto e tenendo conto che non sono mai stato un "minimalista" con i bagagli e che ogni ritorno è un impresa, quella volta non viaggiavo leggero, affatto. Due valigie pesantissime alte più della mia metà (e io sono alto), uno zaino stracolmo e la chitarra. Dico sempre che il problema non è il viaggio in pullman ma il tratto stazione casa. Un impresa leggendaria. Quella volta arrivai alla stazione di tiburtina che, giusto per rendere la vita più facile, ha tutta la strada per arrivare alla metro completamente dissestata. Sceso dall’ autobus presi le valigie, mi misi in un posto tranquillo dove potermi organizzare(ce ne voleva parecchia di organizzazione). Ero sopra uno scalone, sopra la strada. Mentre stavo indossando zaino e chitarra una vecchia malefica decise di passare sopra quello scalone e di dare un colpo deciso ad una delle mie due valigie facendola cadere rovinosamente sull’ asfalto. A questo punto è necessario un flash back: la sera prima mio padre disse:"guarda ho una bottiglia del vino nuovo, te la vuoi portare cosi lo assaggi?"."Si papà, ma dove la metto? e soprattutto il vino lo porto nella bottiglia di vetro? Non è che si rompe?"."Ma no, basta metterla bene in valigia". Quella sera, come il mio solito, avevo preparato due valigie: Una per i vestiti e una per il cibo(mio padre ha questa idea di non farmi fare spesa per un paio di settimane, dandomi l’occorente per sopravivere nel frattempo). Lo spazio era poco e nella valigia per il cibo misi oltre al vino anche un dizionario molto grande e dei libri.
Tornando all’ incidente con la vecchia: Riuscì a vedere il momento in cui la valigia cadeva per terra ma il mio cervello non era allarmato:"va be sta cadendo ma non è un problema". Ma questa tranquillità durò poco. Quando la valigia toccò il suolo si sentì distintamente un rumore di vetri rotti. Non capì subito ma il mio cervello pensò un laconico:"Oh cazzo!!!". Un dubbio si affacciò nella mia mente. Un dubbio che divenne certezza quando un piccolo rivolo rosso uscì da sotto la valigia. Rimasi qualche secondo attonito. Guardavo stupefatto la valigia sull’asfalto che sembrava sanguinare. D’un tratto focalizzai nella mia mente l’autrice del danno e mi voltai ferocemente verso di lei come un cane rabbioso. La vecchia era sparita, volatilizzata. C’era poco da fare, presi le valigie e andai verso la metro. Il pensiero dei libri e del dizionario mi ossessionava ma pensavo anche al pane, ai biscotti e ad altre cose che inzuppate di vino non sarebbero state piacevoli. Arrivai a casa dopo mille fatice(il tratto metro san paolo casa mia non è lungo ma il peso delle valigie lo rendeva interminabile). Raccontai la mia disavventura ai miei coinquilini e Donato subito mi prestò aiuto. Aprimmo la valigia e la sorpresa fu amara. Il dizionario era completamente zuppo di vino, il pane maleodorante, i biscotti immangiabili. Fortunatamente gli altri libri erano miracolosamente salvi. Togliemmo tutto, compresi i vetri, dalla valigia e quando pensavamo di averla svuotata completamente a Donato venne un idea geniale:usci sul balcone e capovolse la valigia affinche eventuali pezzi di vetro rimasti ancora lì potessero cadere. Appena mise in atto la sua idea, un oggetto non meglio identificato cadde giù facendosi sette piani di volo. Quando Donato me lo disse ero ormai rassegnato, ma avrei sfogato volentieri con lui i miei istinti omicidi che quella giornata mi aveva cosi caramente regalato. Scendemmo giù e dopo un accurata ricerca trovammo i resti del mio carica batterie. Era completamente distrutto. Degna conclusione di una giornata no. Ogni tanto penso ancora a quella vecchia malefica e al suo non fregarsene di niente. Lei che va dritta per la sua strada travolgendo valigie altrui. Cara vecchia ovunque tu sia….no dai non voglio essere cattivo. Magari è morta
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3 risposte a La vecchia malefica

  1. Giuseppe ha detto:

    che dire, quando capitano le giornate no non ci si può fare niente. certo che se anche le vecchie iniziano a fare le bastarde in che mondo viviamo?se non si può contare neanche su una vecchietta ndifesa che ti chiede di darle una mano per attraversare la strada che possiamo fare? niente, accettare tutto come va, e chiedere a qualcuno di molto in alto (non quello dell\’ultimo piano, ancora più su… anche più su di berlusconi, proprio in alto in alto, in pratica al papà di berlusconi ….hihihi) di darci la pazienza di accettare tutto come viene, e soprattutto di NON darci la forza, perchè altrimenti la prossima volta che incrociamo una vecchietta potremmo decidere di prenderla a botte per vendicarci….
    forse son stato un pò troppo duro, ma è un periodo che sono incazzato come una biscia, stamattina stavo per buttare il router giù dalla finestra, e probabilmente avrebbe fatto la fine del tuo adorato caricabatterie…
    Beppe

  2. Luisa ha detto:

    I LOVE VECCHIETTA!!!
    No, dai…immagino che nn sia divertente il vocabolario al vino..però se può farti stare meglio mamma una volta ha vuotato la tazza del caffè su un mio libro..non è la stessa cosa…però…I LOVE VECCHIETTA!!
    Racconterà questa storia ai suoi nipoti….ah, che bell\’immagine!!!
    ciao cuginettolo

  3. Luisa ha detto:

    I LOVE VECCHIETTA!!!
    No, dai…immagino che nn sia divertente il vocabolario al vino..però se può farti stare meglio mamma una volta ha vuotato la tazza del caffè su un mio libro..non è la stessa cosa…però…I LOVE VECCHIETTA!!
    Racconterà questa storia ai suoi nipoti….ah, che bell\’immagine!!!
    ciao cuginettolo

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