Grazie Francesco Tricarico

"Puttana puttana, puttana la maestra". Questo verso ha rappresentato il desiderio inconfessabile(mica tanto) che lega molti di noi: Mandare a quel paese un insegnante. Tricarico in questa canzone manda "affanculo" la maestra elementare. Beh ora io approfitto di questo spazio web per fare altrettanto. Tanto il mio invito ad andare lì dove ci vanno tutti non verrà accolto, non penso che il destinatario, anzi la destinataria, leggerà queste righe ma non fa nulla lo faccio lo stesso….Fanculo signora Pinto!!! Alla fine non penso si possa accusare questa "cara"signora di aver fatto male il suo lavoro, ma i suoi modi alquanto "terroristici" vanno condannati. Non starò qui ad elencare ogni malefatta di cui l’ accuso, ma trovò giusto raccontare una delle più gravi. Premetto che da piccolo io non ero affatto uno scalmanato. Ero un bambino educato, per lo più timido, molto dolce e soprattutto precoce. Mi interessavano già cose serie, parlavo con gli adulti non di cazzate da "frascioni"(bambini) ma di argomenti abbastanza complessi per la mia età. Forse era dovuto al fatto che mio padre lavorava lontano o forse solo l’ educazione ma cmq sia ero un po più "grande" degli altri. Questo però non escludeva delle "cadute" infantili. Cazzo ero un bambino. Insomma un giorno feci finta di dimenticare un quaderno mentre in realtà era nello zaino. Mi comportai così perchè in classe la maestra disse: "be controlliamo le frasi che vi ho dato" e io pensai"frasi, quali frasi?ops(si pensai anche l’ ops)" Non ne sapevo niente di quelle frasi e avevo paura che se fossi stato scoperto impreparato la maestra avrebbe scritto una nota sul mio diario. E in quel caso, apriti cielo!!! Chi l’ avrebbe sentita mia madre. Allora, sul momento, mi venne in mente di far finta di essermi dimenticato il quaderno. Non so perchè ma la maestra non bevve la mia scusa. E con l’ ausilio di qualche compagno rompi coglioni trovò il quaderno. Mi sentivo in trappola, anzì ero caduto gia nella trappola. Non mi rimaneva che accettare la punizione. Beh attenzione!!! La maestra mi fece alzare dicendomi: "ora vieni con me vincenzo" mi fece mettere di fronte alla cattedra(centro dell’ aula), mi tolse gli occhiali(all’ epoca portavo gli occhiali) e mi disse, scandendo bene:"A me- non- mi prende- in giro- nessuno"Perchè hai diviso la frase cosi? direte voi. Beh dovete immaginare ogni parte della frase accompagnata da un sonoro e fortissimo schiaffo in faccia. Sei fortissimi schiaffi in volto ad un bambino di 9 o 10 anni. Sei sonore sberle di fronte a tutti. Mi mandò di nuovo al banco dicendomi anzi gridando: "ora vai a posto!!!!" Dopo quando mi vide piangere, forse presa dal rimorso disse:"ehh piangi per sue schiaffetti, dai vai al bagno, gian luigi accompagnalo, su!"tutto con un tono dolce, amorevole…sta puttana. Beh oggi, raccontando questo evento, spero di aver placato leggermente la sete di vendetta di quel bambino che ancora vive in me che sarà stato si timido, calmo, educato però quando ci vuole ci vuole.
 
Ah se non si fosse capito…..Vaffanculo signora Pinto!!!  
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