Il guerriero e…un piccione di Roma

Caldo…Troppo caldo. Il guerriero era lì. Grondante di sudore, ad aspettare il suo nemico. Fuori dalla finestra il sole di un 27 luglio. Il sole bollente di un 27 luglio. Un 27 luglio a Roma…deserta. Solo in casa, il guerriero, era lì. Armato di un’ asta bianca. Era lì e aspettava il suo nemico. Immobile, fermo, sudato fino all’ osso. Il nemico era vicino, lo sentiva. Ne percepiva l’ odore. Ad un tratto il nemico, che non poteva vedere il guerriero, si avvicinò. Il guerriero senza muoversi impugnò saldamente l’ asta e quando se lo ritrovo di fronte lo colpì. Ma il nemico, scaltrò, evitò il colpo e a quel punto, il nobile guerriero disse: "BASTARDOOOO!!!!!SORCIO VOLANTE MALEDETTO!!!" Era il 27 luglio, faceva caldo, il 29 c’ era diritto commerciale(per la seconda volta), solo in casa, gli amici tutti al mare… e il guerriero era lì… ad esaurire appresso ad un piccione. Un maledetto piccione di Roma. Quando qualcuno studia il 27 luglio, con tutti gli amici a mare, alle 12.00, con un caldo che si crepa, diritto commerciale il piccione diventa un nemico tremendo. Con il suo GRUUU GRUUU la pazzia è dietro l’ angolo. Il guerriero non si sa se minacciava o vaneggiava: "Se torni la vedi l’ asta? LA vedi l’ asta?! Beh sai dove te la metto? Sai dove te la metto?!" Forse era stato lo studio o magari la voglia di essere a mare con gli amici ma fatto sta che il guerriero aveva perso il senno. I rumori fastidiosi dei piccioni lo distraevano. La tensione a mille per commerciale e i piccioni osavano disturbarlo. Armato di quell’ asta bianca con la quale, il 9 luglio precedente, sventolava una bandiera italiana in segno di vittoria. Il 9 luglio l’ Italia vinceva i mondiali, il 27 lui interrompeva i suoi studi di diritto commerciale per cercare di colpire un fastidioso piccione che , continuamente, disturbava la quiete della stanza. Riprese posizione, immobile, fermo vicino alla finestra ma defilato, spiando un gruppo di piccioni dal vetro della finestra. Era difficile colpirli perchè, non appena si posavano, fuggivano via al primo movimento. Un altro piccione provò a posarsi sul davanzale. Il guerrierò cerco di colpirlo, ci riuscì pure. Ma volando via subito non subì gravi danni(purtroppo per il guerriero e per fortuna della lipu) Il guerriero aspettò ancora. E ancora…e ancora. Poi il libro sulla scrivania iniziò a chiamarlo. Sapeva che sarebbero tornati ma non poteva perdere altro tempo. Si voltò e si allontanò dalla finestra. A quel punto un piccione si posò alle sue spalle. Il guerriero si voltò nuovamente ma sapeva che poteva fare ben poco. Al minimo movimento sarebbe volato via. Eppure quel piccione stava fermo. Fece un passo avanti e il piccione ancora li a pulirsi le penne. Forse era distratto. Forse non si era accorto di nulla . Il guerriero alzò l’ asta e il piccione smise di pulirsi e fece un movimento, quasi a volare via eppure non lo fece, ma tanto bastò ad immobilizzare il guerriero che capì che sarebbe bastato un altro passo e il piccione sarebbe scappato. Non sapeva che fare. Il piccione ad un tratto spostò il capo verso destra. Il guerriero capì che doveva approfittarne. Non poteva muoversi ma pensò agli amici al mare, a quello stramaledetto 27 luglio lì solo a roma, al caldo, al sudore, all’ esame di commerciale che gia una vota non aveva superato. Pensò a tutte queste cose e la rabbia che gli esplodeva dentro si concentrò sul braccio che fece scattare l’ asta verso il piccione. Non ci pensò nemmeno. Nella sua mente non balenò mai il pensiero: "Ora gli lancio l’ asta". Mai. Eppure l’ asta partì diritta verso il davanzale. Fu lanciata con forza e rabbia. In quell’ asta c’ era il caldo, la tensione  per l’ esame, la voglia di tuffarsi nell’ acqua. Tutte quelle cose stavano su quell’ asta che stava per colpire il piccione. Quando l’ asta raggiunse il pennuto ci fu una sorpresa. Il piccione, quasi avesse un occhio sul lato della testa, prese il volo schivando l’ asta che, inevitabilmente, uscì dalla finestra facendo un volo di sette piani fino al giardino sottostante. Il guerrierò si lancio fino alla finestra per guardare la sua arma cadere giù. Sconsolato si appoggiò pesantemente sul davanzale. Voltandosi, vide un gruppo di piccioni, al piano superiore sulla sua destra, lì posati che lo guardavano. Si sentì deriso. Li sembrò addirittura di sentire le loro risate e i loro: "ah ha"(tipo simpson). Il guerriero rispose digrignando i denti e dicendo: "SIETE DEI BASTARDI!!!!"."FATEMI STUDIARE BASTARDI!!!". Guardò nuovamente giù. Si rese conto che era inevitabile scendere a recuperare l’ asta. Era un cimelio troppo importante. Ricordo della cosa più bella di quel luglio(e non solo di quel luglio). Prese le chiavi e si apprestò a scendere. Prima però, diede un ultimo sguardo alla finestra verso quei piccioni che lo guardavano trionfanti. Con i loro GRUU GRUU in segno di vittoria. Il guerriero si sentiva un po come la francia. E i Piccioni un po come l’ Italia. I piccioni, infatti, avevano vinto.
 
ore 22.20
 
Visto? Il blog si sta ampliando. Ho aggiunto il contatore. Devo dire grazie al prezioso aiuto di gens. Mi piace sapere quanta gente viene qui a leggere un paio di cazzate cosi, in allegria. Presto aggiungerò degli elenchi… Non so ancora che ci metterò, mo vediamo. Il blog si evolverà piano piano. Il quattro vado a milano quindi non so se riuscirò ad aggiungere qlc. Voi, cmq, lasciate commenti. Ciao
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2 risposte a Il guerriero e…un piccione di Roma

  1. Miriam ha detto:

    passavo per un saluto..
     
    ciao..

  2. Gege ha detto:

    Sisi il 30 era il mio compleanno…grazie 1000 x gli auguri 🙂
    Hai inserito il contatore, grande!!

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