Goleador

Questa è la riproposizione di un evento che mi è realmente accaduto. Solo che ho modificato alcuni luoghi, personaggi e ci ho ricamato un po su. Ma il nocciolo della questione è sempre quello
 
Il goleador ha il piede caldo stasera. Ha realizzato 4 delle 9 reti della sua squadra. I restanti 4 hanno segnato in tre un gol a testa, un altro 2.
Due delle reti del goleador sono state anche di pregevole fattura. La sua squadra sta vincendo 9 a 7. Poco prima del centrocampo, un compagno si è liberato molto bene e si appresta a dargli la palla. Il goleador dalla tre quarti a destra del campo, corre veloce in diagonale verso il lato opposto avvicinandosi all’ area. Un difensore lo segue con lo stesso movimento alle sue spalle. C’ è solo lui tra il goleador e il portiere. Il compagno vede  il movimento e gli da la palla verso il lato alla destra del portiere . Il goleador "sente" che l’ avversario che lo tallona è l’ ultimo difensore. Vedendo la palla che arriva in leggera diagonale decide di toccare con il piede destro la palla mandandola verso il centro mentre sta ancora correndo in obbliquo. Ha in mente, infatti, di mandare il difensore in controtempo, in modo che possa colpire la palla e fare gol. Quando la palla arriva sul suo piede e la colpisce, il movimento spiazza, come previsto, l’ avversario che va in controtempo. Ma come spesso accade, le cose non vanno come le si era progettate. La palla, non si sa per quale ragione, si impenna sulla testa del goleador.
Il goleador sembra quasi dire alla palla: " Ma come? Io volevo mandare controtempo il difensore, cosi avrei potuto adagiare in porta e gonfiare la rete!" Ma il goleador capisce che quella palla ha un altro destino. Nel destino di quella palla c’ è qualcosa di straordinario e lui è lì per fare in modo che avvenga. Il goleador vede la palla alzarsi sulla sua testa verso le stelle del cielo di Roma. E allora decide di realizzare il destino di quella palla. Con forza, stacca con il piede destro da terra. Il suo corpo in aria, dapprima si pone parallelamente al suolo, con il braccio sinistro che sembra disegnare un cerchio in aria. Poi il suo corpo assume una posizione innaturale. Il punto più alto del suo corpo, a due metri da terra, diventano i piedi e il suo punto più basso la testa. La palla continua incontrastata la sua corsa verso le stelle di Roma e il goleador pone il piede sinistro appena sotto il pallone. "Ancora no" pensa il goleador. I compagni e gli avversari guardano. In silenzio, probabilmente senza respirare quel loro compagno che ha deciso di staccarsi da terra. E si chiedono come è possibile che la terra, come un amante gelosa, non lo abbia ancora attratto a se. Intanto tra loro pensano: "è il momento?" Ma il goleador, quasi a rispondergli, pensa: "Ancora no". Poi…d’ un tratto accade una cosa inconcepibile. La palla che sembrava inarrestabile nella sua corsa verso le stelle del cielo Roma, decide di fermarsi. Si. La palla per un’ istante per un distinguibile momento si ferma sopra il corpo del goleador. E’ solo un momento. Impercettibile. Per qualcuno un momento lungo come un eternità, altri non se ne accorgerebbero nemmeno: "Si è fermata la palla? – boh, tu hai visto che si è fermata? – Io no." Eppure per un impercettibile, brevissimo, eterno momento quella palla è lì. Ferma. Sopra il goleador. Tra lui e le stelle del cielo di Roma. E in quell’ istante tutto tace. Tutti ad aspettare il momento. Goleador, compagni, avversari quei due o tre ragazzi che fanno da spettatori, vedono la loro vita fermarsi lì per un brevissimo, impercettibile, eterno momento. Lì. Sopra di loro. In silenzio. Solo un suono sembra spezzare il silenzio. Un suono che tutti su quel campo hanno udito. Il distinto suono di una parola che corre come un baleno nella testa del goleador: "….ora!!!" In quell’ istante il goleador con violenza porta giù la gamba sinistra. Poi con maggiore violenza, con il piede destro colpisce la palla. Lanciandola verso la porta. Rimane solo il portiere tra la palla e la porta. Ed egli sembra pensare: "Non sono degno di fermare questo pallone. Se lo devo fare, lo farò con una parata eccezionale." Il Portiere si tuffa verso quel pallone. Verso la gloria di quel pallone affinchè la fermi prima del nascere. Ma i suoi guanti possono solo sfiorarla quella palla. Quasi accarezzarla dolcemente. Ma il pallone che sembrava toccare lo ha gia superato, dirigendosi verso la rete delimitata dai pali. Tra la gloria e il pallone non vi è più nessuno. Ma come quando si dorme, avvolte entra in scena un rumore. Il rumore della sveglia che interrompe il sogno. Oppure se si è in dolce compagnia, le romantiche intenzioni vengono interrotte dal suono di un telefono. O a  scuola, un interessante conversazione viene interrotta dal suono della campana. Anche in questo caso, il viaggio della palla verso la gloria, viene interrotto da un fastidioso rumore metallico……….TRAVERSA!!!  La palla si impenna di nuovo, ma con maggior forza, verso le stelle del cielo di Roma. La terra come un amante gelosa attira a se il goleador, che ricade pesante al suolo. Il silenzio viene nuovamente interrotto dal "noooooooo!!!!" degli spettatori(giocatori in campo e tre fuori) sinceramente deluso. Un compagno del goleador ride. Non si sa perchè ride. Ma ride. Un avversario ha le mani nei capelli. Un altro guarda la palla altissima quasi vicino alle stelle del cielo di Roma con la bocca spalancata. Il goleador, ancora a terra, guarda la palla del suo gol più bello alzarsi alta verso le stelle del cielo di Roma. Ma forse era quello il destino di quella palla. Il destino era cadere al suolo e giacere come un amante che ha fatto raggiungere l’ apice del piacere alla sua donna senza però raggiungerlo anche egli. Scatta l’ applauso dei presenti. Il goleador ancora lì, immobile con gli occhi verso le stelle del cielo di Roma. Forse spera di vedere nuovamente il momento in cui la palla, per un impercettibile, brevissimo, eterno momento si ferma sopra le loro teste. Ma la palla viene interrotta nel suo viaggio verso le stelle del cielo di Roma dalla rete di sicurezza e  un attimo dopo tocca il suolo. Solo allora il goleador abbassa la testa al suolo. Come tra le braccia di un amante soddisfatta dal piacere che non si accorge della sua disperazione
 
ore 22:38
 
Oggi ha piovuto tutto il giorno. E ha piovuto pure forte. Niente di nuovo da raccontare, tranne che donato e flavia a pro evolution hanno fatto un giocatore uguale a me, solo con un po troppa pancetta
 
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3 risposte a Goleador

  1. Patrizia ha detto:

    pure tu studi a roma e i tuoi t vengono a trovare?è una cosa bella ma troppo strana

  2. Daniela ha detto:

    Ciao Vince, visto, t ho lasciato un commentino… La storia è tr lunga e nn ce la faccio ora a leggerla… Ma ho letto il resto… Cmq bella l\’idea d fare un blog, mag lo farò ankio un giorno… Quando sarò + tranqui, sai a cs m riferisco… Bacio… Dany…

  3. Patrizia ha detto:

    sto alla sapienza e faccio ingegneria!no, nn frequento sto sito

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